LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 335 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 5 di 10

Altri anni per Art. 335 Codice di Procedura Civile

Accertamento sintetico: prova e origine dei fondi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado relativa a un accertamento sintetico. La Corte ha ribadito che, per superare la presunzione di maggior reddito, il contribuente non può limitarsi a dimostrare la disponibilità economica per coprire le spese contestate. È indispensabile provare anche che tali fondi provengano da redditi esenti, già tassati o soggetti a ritenuta alla fonte. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che rispetti questo principio.
Continua »
Consumazione impugnazione: no a ricorsi multipli
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di consumazione dell'impugnazione, una volta presentato un ricorso contro una decisione, non è più possibile proporne un secondo. Nel caso esaminato, un primo ricorso per revocazione è stato dichiarato estinto per acquiescenza alla proposta di definizione accelerata, mentre un secondo ricorso, presentato successivamente, è stato dichiarato inammissibile proprio per la violazione del principio di consumazione impugnazione.
Continua »
Responsabilità professionale notaio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un notaio per responsabilità professionale. Il caso riguarda un atto di compravendita di nuda proprietà stipulato in un evidente conflitto di interessi, dove il rappresentante della venditrice ha agito sulla base di una procura generica, causando un grave danno patrimoniale alla sua assistita. La Corte ha rigettato i ricorsi del notaio, sottolineando che i suoi doveri non si limitano alla mera redazione dell'atto, ma includono un'attività di consulenza e protezione per assicurare la serietà e la certezza degli effetti giuridici, fino al punto di dover rifiutare la stipula per evitare un pregiudizio a una delle parti.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e indizi
Una società è stata accusata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti e di aver nascosto una plusvalenza. La corte tributaria regionale si è pronunciata a favore della società, ma l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, affermando che i giudici di merito avevano valutato erroneamente le prove. In particolare, non avevano considerato l'insieme degli elementi presuntivi (indizi) e si erano basati su fattori irrilevanti e su altre sentenze non definitive. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Sanzioni per fatto di terzi: la Cassazione chiarisce
Due contribuenti hanno richiesto il rimborso delle sanzioni fiscali pagate a causa dell'appropriazione indebita commessa dal loro commercialista. La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa di non punibilità per le "sanzioni per fatto di terzi" si applica a tutte le sanzioni derivanti dalla condotta fraudolenta del professionista, e non solo a quelle per tardivo versamento. Di conseguenza, la sentenza della commissione tributaria regionale, che aveva concesso un rimborso solo parziale, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Trasferimento ramo d’azienda: i limiti della Cassazione
Una società cedente trasferiva a un'altra quella che definiva una parte della sua attività, escludendo alcuni dipendenti. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione non come un legittimo trasferimento ramo d'azienda, ma come una cessione dell'intera azienda mascherata. Tale manovra, volta a eludere le tutele per i lavoratori previste dall'art. 2112 c.c., è stata dichiarata illegittima, ribadendo che l'accertamento dei fatti spetta ai giudici di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato.
Continua »
Fondo patrimoniale revocatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza che dichiarava inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale nei confronti dei creditori di una società fallita. La decisione chiarisce che per una azione di fondo patrimoniale revocatoria è sufficiente un credito anche solo litigioso, non ancora accertato con sentenza definitiva. Inoltre, ha ribadito che l'azione deve essere promossa contro entrambi i coniugi, in quanto litisconsorti necessari, anche se il debito appartiene a uno solo di essi.
Continua »
Errore di fatto: Cassazione revoca inammissibilità
Una società di servizi e un ente ospedaliero avevano presentato ricorso in Cassazione, inizialmente dichiarato inammissibile per un documento mancante. La Corte ha poi riconosciuto il proprio errore di fatto, poiché il documento era presente nel fascicolo. Di conseguenza, ha revocato la precedente ordinanza ma, riesaminando il merito, ha dichiarato i ricorsi nuovamente inammissibili per altre ragioni di diritto, tra cui l'interpretazione del contratto e vizi procedurali.
Continua »
Riunione dei ricorsi: l’ordinanza della Cassazione
Un'azienda ospedaliera e una società privata avevano separatamente richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato i loro precedenti ricorsi inammissibili. La Corte, rilevando che entrambe le istanze miravano ad annullare lo stesso provvedimento, ha ordinato d'ufficio la riunione dei ricorsi in un unico processo, in applicazione del principio di economia processuale e per evitare decisioni contrastanti.
Continua »
Riunione ricorsi: la decisione della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dispone la riunione ricorsi proposti da più parti per la revocazione di un precedente provvedimento. La Corte ha applicato l'art. 335 c.p.c. a causa dell'identità dell'ordinanza impugnata, unificando i procedimenti in uno solo per garantire coerenza decisionale. La decisione originaria aveva dichiarato inammissibili i ricorsi per un vizio formale.
Continua »
Responsabilità solidale appalti: la consorziata paga?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di una società cooperativa, membro di un consorzio partecipante a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), per i debiti contratti da una società consortile esecutrice verso un subappaltatore. La decisione si fonda sulla normativa speciale in materia di appalti pubblici (L. 109/1994), che prevale sulla disciplina generale del codice civile. La Corte ha stabilito che la partecipazione a una gara d'appalto in forma associata estende la responsabilità solidale appalti a tutte le imprese coinvolte per tutelare i terzi creditori, come i subappaltatori.
Continua »
Tardività ricorso cassazione: un caso di termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi riuniti. Il primo, avverso una sentenza di appello, per tardività, chiarendo il calcolo dei termini in pendenza di un'istanza di revocazione. Il secondo, relativo alla decisione sulla revocazione, viene respinto perché la Corte d'Appello aveva correttamente escluso l'errore di fatto, compiendo invece una valutazione di merito non sindacabile in quella sede. La vicenda sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali, la cui violazione, come in questo caso di tardività del ricorso per cassazione, è fatale.
Continua »
Usucapione immobile familiare: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una donna che chiedeva il riconoscimento dell'usucapione sull'immobile familiare. La richiesta si basava su una promessa di donazione non formalizzata da parte del suocero. I giudici hanno confermato che la convivenza con il marito e altri familiari co-proprietari esclude il requisito del possesso esclusivo, necessario per l'usucapione. Inoltre, è stata dichiarata inammissibile la querela di falso contro i documenti probatori per la sua genericità.
Continua »
Reverse charge oro: Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i presupposti per l'applicazione del reverse charge oro. Analizzando il caso di una società che commerciava beni preziosi usati, i giudici hanno stabilito che il meccanismo si applica solo a materiali destinati a una nuova trasformazione produttiva, non a prodotti finiti. Di conseguenza, è stato respinto sia il ricorso della società contro l'accertamento IVA, IRES e IRAP, sia quello del socio per il conseguente accertamento IRPEF, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili in una società a ristretta base societaria.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera, operante in Italia senza concessione, ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua piena responsabilità fiscale per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che, per le annualità dal 2011 in poi, l'imposta è dovuta in solido sia dal bookmaker estero che dall'intermediario locale (CTD), in conformità con il diritto dell'Unione Europea e le precedenti sentenze della Corte Costituzionale. Il controricorso dell'Agenzia Fiscale è stato invece dichiarato inammissibile.
Continua »
Liquidazione spese legali: limiti inderogabili
Una società di ingegneria ha agito in arbitrato contro un'Amministrazione pubblica per inadempimenti contrattuali. L'Amministrazione ha contestato la competenza arbitrale ma ha poi partecipato a trattative, portando gli arbitri a ritenerla rinunciata. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione ma ha accolto quello della società, cassando la sentenza d'appello per errata liquidazione spese legali. La Corte ha stabilito che i minimi tariffari previsti dal D.M. 37/2018 sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tale soglia.
Continua »
Delega di firma: validità dell’atto e errore del giudice
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un complesso caso di diritto tributario relativo a una presunta nullità di un avviso di accertamento per difetto di sottoscrizione. L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato per revocazione una sentenza d'appello che annullava l'atto, sostenendo che il giudice avesse commesso un errore di fatto ignorando la delega di firma regolarmente depositata. La Suprema Corte, data la connessione tra il ricorso principale e quello per revocazione, ha disposto la riunione dei due procedimenti e il rinvio a una pubblica udienza per una decisione nel merito, evidenziando la complessità della questione.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società alberghiera e un ente locale erano coinvolti in una controversia fiscale relativa alla tassa sui rifiuti (TARSU). La società ha aderito alla procedura di definizione agevolata, nota come 'rottamazione-quater', pagando integralmente il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
Continua »
Improcedibilità ricorso: la guida alla Cassazione
Una società ha impugnato la propria dichiarazione di fallimento dinanzi alla Corte di Cassazione. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata. Questa analisi si concentra sull'improcedibilità del ricorso in Cassazione come sanzione per il mancato rispetto di un onere processuale fondamentale, evidenziando le gravi conseguenze, incluse sanzioni per abuso del processo.
Continua »
Compensazione credito IVA: formale vs sostanziale
Una società agricola ha utilizzato in compensazione un credito IVA in anticipo e senza il visto di conformità. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato l'imposta. La Cassazione ha stabilito che la compensazione credito IVA anticipata è una violazione sostanziale, soggetta a cumulo materiale delle sanzioni. Invece, l'assenza del visto di conformità è una violazione meramente formale, che non giustifica il recupero dell'imposta se il credito è esistente e non è punibile.
Continua »