LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 335 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 10

Altri anni per Art. 335 Codice di Procedura Civile

Frazionamento del credito: quando è legittimo agire?
Un avvocato ha intentato diverse cause contro un ex cliente per recuperare i propri onorari. La Corte d'Appello aveva dichiarato le domande inammissibili per un abusivo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, prima di sanzionare il creditore, il giudice ha il dovere di tentare la riunione dei procedimenti pendenti. Solo se la riunione è impossibile e il creditore non ha un interesse meritevole alla trattazione separata si può configurare un abuso.
Continua »
Frazionamento del credito: la Cassazione decide
Un avvocato ha intentato diverse cause contro i suoi ex clienti per recuperare compensi professionali. La Corte d'Appello ha dichiarato la domanda improponibile per abusivo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice deve effettuare una valutazione concreta e motivata sull'esistenza di un interesse apprezzabile del creditore ad agire separatamente. La semplice esistenza di un rapporto di durata non basta per configurare un abuso, specialmente se le cause sono di competenza di tribunali diversi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Frazionamento del credito: quando è legittimo?
Un avvocato ha intentato numerose cause contro un ex cliente per recuperare i suoi compensi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello che riteneva abusivo il frazionamento del credito, chiarendo che la valutazione sull'interesse del creditore deve essere concreta e non astratta, specialmente se le cause sono state rimesse a giudici diversi.
Continua »
Frazionamento del credito: quando è un abuso?
Un avvocato aveva avviato diverse cause contro un ex cliente per recuperare i suoi compensi. La Corte d'Appello aveva dichiarato la richiesta improponibile per abusivo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per dichiarare un abuso non basta un'analisi astratta. È necessario verificare in concreto se il creditore avesse un interesse apprezzabile alla trattazione separata e se fosse effettivamente possibile unire le cause, specialmente in presenza di diverse competenze territoriali. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Surrogazione legale: come recuperare un pagamento?
A seguito del crollo di un'opera pubblica, un ente governativo, condannato in primo grado come responsabile civile, paga un risarcimento. Successivamente, la sua responsabilità viene meno in appello. La Cassazione conferma il diritto dell'ente di agire in surrogazione legale contro gli altri professionisti condannati per recuperare la somma, poiché l'obbligo di pagare esisteva al momento del versamento.
Continua »
Riqualificazione fiscale: Cassazione stoppa l’Agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29067/2025, ha annullato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate relativo a una riqualificazione fiscale. L'Agenzia aveva considerato un'operazione di conferimento di ramo d'azienda, seguita dalla cessione delle quote della società conferitaria, come un'unica cessione d'azienda, applicando un'imposta di registro proporzionale anziché fissa. La Corte ha stabilito che, in base alla nuova formulazione retroattiva dell'art. 20 del D.P.R. 131/1986, la tassazione deve basarsi esclusivamente sulla natura giuridica del singolo atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni o atti collegati.
Continua »
Sanzioni società cancellata: la Cassazione rinvia
L'ex liquidatore di una società cancellata dal registro imprese nel 2015 riceve nel 2021 intimazioni di pagamento per il 2013, comprensive di sanzioni. L'uomo ricorre in Cassazione contestando la trasmissibilità delle sanzioni. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, riconosce la complessità della questione relativa alle sanzioni per una società cancellata e, dato che l'argomento è già oggetto di altri ricorsi rimessi a pubblica udienza, decide di rinviare la causa in attesa di una decisione di principio.
Continua »
Voluntary disclosure: pagamento tardivo annulla tutto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29288/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di voluntary disclosure. Il caso riguardava una contribuente che, pur avendo aderito alla procedura di collaborazione volontaria per regolarizzare capitali detenuti all'estero, aveva pagato in ritardo due delle tre rate dovute. I giudici di merito avevano ritenuto che il ritardo non inficiasse la procedura. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che il tempestivo e integrale versamento delle somme è un requisito essenziale per il perfezionamento della procedura. Di conseguenza, il pagamento tardivo comporta la decadenza da tutti i benefici, con la ripresa dell'ordinaria attività di accertamento e sanzionatoria da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Voluntary disclosure: pagamento tardivo annulla benefici
Una contribuente aderisce alla procedura di voluntary disclosure per regolarizzare capitali esteri, ma paga in ritardo due delle tre rate previste. L'Amministrazione Finanziaria revoca i benefici, applicando sanzioni ordinarie. Sebbene i giudici di merito di primo e secondo grado diano ragione alla contribuente, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte stabilisce che il rispetto dei termini di pagamento è un requisito essenziale e perentorio: il pagamento tardivo impedisce il perfezionamento della voluntary disclosure, causando la decadenza da tutti i vantaggi previsti.
Continua »
Giurisdizione giudice amministrativo per danni da appalto
Le Sezioni Unite della Cassazione confermano la giurisdizione del giudice amministrativo a decidere sul risarcimento del danno quando l'esecuzione di una precedente sentenza favorevole in materia di appalti diventa impossibile. Un ente locale aveva contestato tale giurisdizione, sostenendo che spettasse al giudice ordinario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'azione risarcitoria per mancata ottemperanza rientra pienamente nelle competenze del giudice dell'ottemperanza, in quanto rimedio compensativo previsto dalla legge.
Continua »
Reverse charge: detrazione IVA negata se errato
Un imprenditore ha erroneamente detratto l'IVA su fatture che avrebbero dovuto seguire il meccanismo del reverse charge. La Commissione Tributaria Regionale aveva concesso la detrazione, ritenendo non vi fosse danno per l'Erario. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che l'applicazione di un regime IVA errato è una violazione sostanziale che invalida il diritto alla detrazione. La Corte ha sottolineato che il reverse charge è un regime obbligatorio e la sua mancata applicazione impedisce i corretti controlli fiscali, giustificando il diniego del credito IVA.
Continua »
Riunione ricorsi connessi: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un accertamento fiscale per IRPEF. Invece di decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo la riunione dei ricorsi connessi. La Corte ha rilevato la pendenza di un altro ricorso tra le stesse parti, avente ad oggetto la sentenza che negava la revocazione della pronuncia principale qui impugnata. Data la stretta connessione e la potenziale influenza del primo giudizio sul secondo, è stato disposto un rinvio per una trattazione congiunta, in applicazione analogica dell'art. 335 c.p.c.
Continua »
Omessa vigilanza: responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28119/2025, affronta un caso di omessa vigilanza da parte di un'autorità di controllo su un intermediario finanziario fallito. La Corte stabilisce che la domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'intermediario interrompe la prescrizione anche nei confronti dell'autorità, data la natura risarcitoria del credito e la responsabilità solidale. Tuttavia, annulla la sentenza d'appello per carenza di motivazione riguardo all'effettiva sussistenza della colpa dell'autorità, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della mancata attuazione di direttive europee, si estingue per prescrizione. Il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Questa legge, pur riconoscendo il diritto a una borsa di studio solo ad alcuni, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, facendo partire da quel momento la prescrizione medici specializzandi. I ricorsi dei medici sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27934/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione in anni antecedenti al 1991/92. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Poiché i ricorsi non presentavano argomenti idonei a superare tale giurisprudenza, sono stati rigettati.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sul risarcimento medici specializzandi per la mancata corresponsione della borsa di studio prima del 1991. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva l'inadempienza dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione, rendendo tardive le azioni legali successive.
Continua »
Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sulla notifica
Un contribuente contesta una iscrizione ipotecaria e diverse cartelle di pagamento. La Cassazione accoglie il ricorso, annullando la decisione precedente per motivazione apparente sulla notifica delle cartelle e per la mancata comunicazione preventiva obbligatoria prima dell'iscrizione ipotecaria. Il caso è rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Impugnazione incidentale tardiva: Cassazione rinvia
Una società agricola chiede i danni allo Stato e a un'Azienda Sanitaria per contaminazione da diossina. In appello, l'impugnazione incidentale tardiva dell'Azienda Sanitaria viene dichiarata inammissibile perché la sua responsabilità e quella dello Stato derivano da "titoli diversi". La Cassazione, ritenendo la questione di particolare importanza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a pubblica udienza per un esame approfondito.
Continua »
Utili extracontabili socio: onere della prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso riguardante la tassazione di utili extracontabili presuntivamente distribuiti al socio di una S.r.l. a ristretta base. La vicenda processuale ha visto un appello dell'Agenzia delle Entrate prima dichiarato inammissibile per un presunto ritardo e poi riammesso tramite revocazione per un palese errore di fatto del giudice. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente contro la revocazione, confermando che l'errore percettivo del giudice è un valido motivo per questo rimedio. Di conseguenza, il ricorso originario dell'Agenzia è stato dichiarato inammissibile, poiché la sentenza impugnata era stata legalmente rimossa.
Continua »
Società in house: natura commerciale ai fini IRAP
Una società di servizi pubblici, operante come società in house per un comune, ha richiesto il rimborso dell'IRAP. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale: una società in house, pur essendo interamente partecipata da un ente pubblico, mantiene la sua natura di impresa commerciale ai fini fiscali. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che l'aveva erroneamente qualificata come ente non commerciale, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sulla corretta classificazione giuridica.
Continua »