LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 335 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 8 di 9

Altri anni per Art. 335 Codice di Procedura Civile

Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle richieste di risarcimento di alcuni medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha ribadito che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, sanzionando l'abuso del processo per aver insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza consolidata.
Continua »
Riunione impugnazioni: la Cassazione unisce due ricorsi
Una società ha impugnato un avviso di intimazione basato su precedenti cartelle di pagamento, contestando la validità delle notifiche via PEC. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di un altro ricorso della stessa società contro le cartelle prodromiche, ha disposto la riunione delle impugnazioni. La decisione, basata sul principio di economia processuale e sulla necessità di evitare giudizi contrastanti, mira a una trattazione congiunta e coerente dei due procedimenti connessi, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Riunione dei ricorsi: la decisione della Cassazione
In un caso originato da uno sfratto per morosità, la Corte di Cassazione ha affrontato la questione di due distinti ricorsi proposti dalla stessa parte: uno contro la sentenza d'appello sul merito e l'altro contro la decisione che dichiarava inammissibile l'istanza di revocazione della medesima sentenza. Applicando un principio consolidato, la Corte ha disposto la riunione dei ricorsi. La motivazione risiede nella stretta connessione tra le due pronunce, poiché l'esito del giudizio sulla revocazione potrebbe influenzare la decisione sul ricorso principale, garantendo così coerenza e economia processuale.
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimento
Un gruppo di medici ha citato in giudizio diversi ministeri e università per ottenere una maggiore remunerazione durante la specializzazione, sostenendo l'esistenza di un rapporto di lavoro e chiedendo un risarcimento per la tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il rapporto è di formazione speciale e non di lavoro. Di conseguenza, ha respinto le richieste relative alla remunerazione medici specializzandi, agli adeguamenti economici e alla richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia Europea, basandosi su una giurisprudenza consolidata.
Continua »
Riunione dei ricorsi: l’errore informatico in Cassazione
A seguito di un errore del sistema informatico, un deposito di atti integrativi è stato erroneamente registrato come un nuovo ricorso, creando una duplicazione. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 335 c.p.c., ha ordinato la riunione dei ricorsi, correggendo l'anomalia procedurale e unificando i due procedimenti che impugnavano la medesima sentenza di secondo grado.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione fa luce
L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 2844/2024 affronta il tema del risarcimento per i medici specializzandi non retribuiti a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte stabilisce che il diritto al risarcimento spetta anche a chi si è iscritto prima del 1982, per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. Chiarisce inoltre che l'onere di provare l'equipollenza di una specializzazione non inclusa nelle direttive spetta al medico. Infine, corregge il criterio di liquidazione del danno per i corsi iniziati prima del 1991, riducendone l'importo secondo la normativa corretta.
Continua »
Riunione ricorsi: l’ordinanza della Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha disposto la riunione di due ricorsi presentati separatamente contro la medesima sentenza della Corte d'Appello. La decisione, basata sull'art. 335 del codice di procedura civile, mira a garantire l'economia processuale e ad evitare giudicati contraddittori. Il caso di specie riguardava una controversia tra un gruppo di medici specializzandi e una Pubblica Amministrazione. La Corte ha stabilito che il ricorso successivo dovesse essere unito a quello precedentemente depositato, procedendo così con un unico giudizio.
Continua »
Rimessione al primo giudice: analisi della Cassazione
Una complessa vicenda di responsabilità professionale di un architetto porta la Cassazione a pronunciarsi su un'importante questione processuale. A seguito dell'erronea dichiarazione di estinzione del processo in primo grado, la Corte d'Appello aveva disposto la rimessione al primo giudice. Contro tale decisione venivano proposti due distinti ricorsi in Cassazione, che la Suprema Corte ha ordinato di riunire, trattando il secondo come ricorso incidentale. La decisione riafferma il principio di unicità del processo di impugnazione.
Continua »
Rimessione al primo giudice: quando è esclusa
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della rimessione al primo giudice. Se un Tribunale dichiara erroneamente l'estinzione del processo con la sentenza finale, dopo la precisazione delle conclusioni, la Corte d'Appello che riforma tale decisione non può rimettere la causa al primo grado, ma deve trattenerla e deciderla nel merito. La vicenda trae origine da una causa di responsabilità professionale contro un architetto e un'impresa costruttrice, interrotta per il fallimento di quest'ultima e poi dichiarata estinta per una presunta irregolarità nella riassunzione. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva disposto la remissione, affermando la necessità di tutelare il principio della ragionevole durata del processo.
Continua »
Tassazione indennità esproprio: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1887/2024, ha stabilito che la tassazione dell'indennità di esproprio dipende dalla natura edificabile del terreno al momento dell'avvio della procedura, non dalla sua futura destinazione. L'ordinanza chiarisce anche che l'omessa ritenuta d'acconto da parte dell'ente espropriante non esonera il contribuente dal pagamento dell'imposta e delle relative sanzioni, confermando la sua responsabilità solidale.
Continua »
Sanzioni amministrative: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sanzioni amministrative per l'indebita percezione di fondi agricoli europei. La Corte ha rigettato il ricorso principale, confermando che il termine di prescrizione per la contestazione decorre non dall'inizio delle indagini penali, ma dal momento in cui l'autorità giudiziaria autorizza l'uso degli atti. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto a un familiare, anche se non convivente. L'esistenza delle opere finanziate non esclude l'illecito se provato il meccanismo fraudolento basato su fatture false e movimentazioni finanziarie fittizie.
Continua »
Accertamento analitico-induttivo: il caso del ristoratore
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un ristoratore contro un accertamento analitico-induttivo basato su presunzioni, come il "tovagliometro", a causa di gravi irregolarità contabili. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di molteplici e significative anomalie nella contabilità rende legittimo il ricorso a metodi presuntivi per la ricostruzione del reddito. La decisione sottolinea che il giudice tributario, in caso di vizi sostanziali dell'accertamento, deve rideterminare la pretesa fiscale e non limitarsi ad annullare l'atto.
Continua »
Incentivo alta sorveglianza: quale norma si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1329/2024, ha stabilito un principio chiave per l'attribuzione di un incentivo per alta sorveglianza. In un caso riguardante dipendenti di una società pubblica, la Corte ha chiarito che la normativa applicabile è quella vigente al momento del conferimento formale dell'incarico specifico, e non quella in vigore all'inizio del progetto generale. La decisione si fonda sul principio del 'tempus regit actum', confermando che l'atto di assegnazione delle responsabilità determina la disciplina retributiva da seguire, respingendo le tesi della società che invocava un regolamento precedente meno favorevole ai lavoratori.
Continua »
Riunione ricorsi in Cassazione: il principio guida
Un proprietario terriero appella una sentenza che gli negava il risarcimento per danni da un consorzio di bonifica. Contemporaneamente, appella anche la decisione che rigettava la revocazione della stessa sentenza. La Corte di Cassazione ordina la riunione dei ricorsi, unendo i due procedimenti in uno solo. La decisione si fonda sulla stretta connessione tra le due impugnazioni, applicando per analogia il principio dell'art. 335 c.p.c. per garantire coerenza e economia processuale.
Continua »
Plusvalenza immobile da demolire: no alla tassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 929/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di plusvalenza immobiliare. La vendita di un edificio, anche se destinato alla demolizione da parte dell'acquirente, non può essere riqualificata fiscalmente come vendita di area edificabile. Di conseguenza, la plusvalenza immobile da demolire non è soggetta alla tassazione separata prevista per i terreni. La Corte ha chiarito che, ai fini fiscali, rileva la natura oggettiva del bene al momento della cessione (un fabbricato) e non l'intenzione futura dell'acquirente.
Continua »
Plusvalenza: onere della prova del prezzo d’acquisto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 577/2024, ha stabilito che grava sul contribuente l'onere della prova di un maggior prezzo d'acquisto di un immobile per ridurre la plusvalenza tassabile. Una scrittura privata non registrata e assegni non provati non sono sufficienti a dimostrare un prezzo superiore a quello indicato nel rogito notarile, invertendo la decisione di merito che aveva erroneamente addossato l'onere probatorio all'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta dopo la scadenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva la provvigione a un mediatore immobiliare per una vendita avvenuta un anno dopo la scadenza dell'incarico e a un prezzo dimezzato. La Suprema Corte ha ribadito che, per avere diritto al compenso, il mediatore deve provare un 'nesso di causalità adeguata' tra la sua attività e la conclusione dell'affare, non essendo sufficiente il semplice fatto di aver messo in contatto le parti inizialmente.
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare, stabilendo che è sufficiente dimostrare il nesso causale tra l'attività dell'intermediario e la conclusione dell'affare, anche se quest'ultima avviene dopo la scadenza dell'incarico formale. La sentenza ha inoltre chiarito che, nel regime processuale applicabile, la produzione in appello di documenti nuovi, come l'iscrizione all'albo dei mediatori, è ammissibile se ritenuta indispensabile per la decisione, respingendo così il ricorso del venditore e dell'acquirente.
Continua »
Appello tributario: quando è ammissibile?
Una società si è vista negare un rimborso fiscale. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché ripetitivo delle difese di primo grado. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che nel processo tributario l'appello ha pieno effetto devolutivo e non richiede censure specifiche e nuove, essendo sufficiente la chiara volontà di contestare la sentenza. Questo principio garantisce un riesame completo nel merito.
Continua »
Regolamento di confini: quando si usano le mappe?
In una causa di regolamento di confini tra proprietari terrieri, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva stabilito i confini basandosi sulle mappe catastali, ritenendo inaffidabili le altre prove come testimonianze e segni sui luoghi. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e che l'uso delle mappe catastali è legittimo in assenza di altri elementi certi.
Continua »