La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18046/2025, ha chiarito che, per la normativa applicabile fino al 2015, il raddoppio dei termini di accertamento fiscale scatta in presenza dell'obbligo di denuncia per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società, cassando la decisione dei giudici di merito che avevano annullato un avviso di accertamento per decorrenza dei termini. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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