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Art. 32 Costituzione — Anno 2023

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Altri anni per Art. 32 Costituzione

Assegno di cura: limiti del sindacato giurisdizionale
Una cittadina con grave disabilità si è vista negare l'assegno di cura a causa di fondi pubblici insufficienti. Dopo il rigetto da parte del TAR e del Consiglio di Stato, ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il giudice amministrativo avesse invaso la sfera di merito della Pubblica Amministrazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il controllo del giudice amministrativo si era correttamente limitato alla legittimità della decisione, senza sostituirsi alle scelte discrezionali dell'ente pubblico in materia di allocazione di risorse limitate.
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Vaccinazione figli: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre contro la decisione che autorizzava la madre a procedere alla vaccinazione dei figli minori contro il Covid-19. La Corte ha stabilito che tali provvedimenti, emessi in caso di disaccordo genitoriale, rientrano nella volontaria giurisdizione e non hanno carattere decisorio su diritti soggettivi, pertanto non sono impugnabili con ricorso straordinario. L'unica parte potenzialmente impugnabile, quella sulle spese legali, è stata comunque rigettata nel merito.
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Indennizzo vaccino antinfluenzale: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26615/2023, ha stabilito che spetta l'indennizzo previsto dalla legge 210/1992 anche per i danni irreversibili conseguenti alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, sebbene non obbligatorio ma solo raccomandato. La decisione si fonda sul principio di solidarietà sociale, secondo cui la collettività deve farsi carico delle rare conseguenze negative subite dal singolo a tutela della salute pubblica. Di conseguenza, il diritto all'indennizzo vaccino antinfluenzale non è limitato alle sole categorie a rischio per cui la vaccinazione era primariamente indicata.
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Ascolto del minore: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24626/2023, ha rigettato il ricorso di un padre dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Il caso verteva sulla mancata audizione della figlia minore. La Corte ha chiarito che l'ascolto del minore infradodicenne non è un obbligo assoluto. Il giudice può motivatamente ometterlo se contrario all'interesse del bambino, ad esempio per evitare traumi, senza dover preventivamente valutare la sua capacità di discernimento.
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Protezione speciale: sì alla domanda reiterata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23027/2023, ha stabilito che una domanda di protezione internazionale reiterata è ammissibile anche se fondata esclusivamente su nuovi elementi relativi alla protezione speciale. Il caso riguardava un cittadino straniero la cui seconda richiesta, basata su problemi di salute e integrazione sociale, era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve esaminare nel merito il diritto soggettivo alla protezione, non potendosi limitare a una valutazione di legittimità dell'atto amministrativo che ha negato la richiesta.
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Assegno di mantenimento: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa alla modifica delle condizioni di divorzio. Il caso riguardava la determinazione dell'assegno di mantenimento per il figlio. La Suprema Corte ha stabilito che la quantificazione del contributo economico non può basarsi su un generico richiamo agli atti, ma richiede una motivazione esplicita e dettagliata che analizzi comparativamente le condizioni economiche di entrambi i genitori. Inoltre, ha ribadito che l'invito del giudice a intraprendere un percorso psicoterapeutico, anche se non obbligatorio, costituisce un'indebita ingerenza nella libertà di autodeterminazione della persona.
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Indumenti da lavoro: quando sono DPI e chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10378/2023, ha stabilito che gli indumenti da lavoro forniti a un operatore ecologico devono essere considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), anche se privi di specifica certificazione. Ciò che conta è la loro funzione protettiva concreta contro i rischi per la salute. Di conseguenza, il datore di lavoro è obbligato a farsi carico della loro manutenzione e lavaggio, non potendo trasferire tale onere sul lavoratore.
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Ascolto del minore: obbligatorio se passa tempo
In un caso di affidamento conteso, una madre si era vista revocare la custodia a favore del padre a causa di comportamenti ostruzionistici. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione perché la Corte d'Appello non aveva proceduto a un nuovo ascolto del minore, all'epoca di 9 anni, ritenendo sufficiente un'audizione avvenuta due anni prima. La Suprema Corte ha ribadito che l'ascolto del minore è un adempimento fondamentale, la cui omissione ingiustificata rende nulla la sentenza, specialmente quando il tempo trascorso ha inevitabilmente mutato la percezione e la maturità del bambino.
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Violenza privata: barricarsi in casa è reato
Un individuo con patologie psichiatriche si barricava in casa, impedendo alla madre di entrare. La Corte di Cassazione ha confermato che tale condotta integra il reato di violenza privata (art. 610 c.p.). Secondo la Corte, l'atto di barricarsi costituisce la 'violenza' o 'minaccia', mentre l'impedire l'accesso all'abitazione è la 'costrizione' subita dalla vittima. L'appello, basato sulla presunta insussistenza del reato e sulla mancata attualità della pericolosità sociale, è stato dichiarato inammissibile, confermando la misura di sicurezza della libertà vigilata.
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IVA agevolata fotovoltaico: i requisiti oggettivi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'applicazione dell'IVA agevolata sulla vendita di componenti per impianti fotovoltaici a una società rivenditrice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'IVA agevolata fotovoltaico non è sufficiente l'idoneità teorica dei beni, ma è necessaria la prova del loro concreto utilizzo nella costruzione di un impianto. La qualità dell'acquirente è irrilevante, ma la destinazione finale oggettiva è cruciale.
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Accreditamento sanitario: senza non c’è contratto
Una struttura sanitaria privata ha erogato prestazioni specialistiche senza il necessario accreditamento sanitario regionale, chiedendo poi il pagamento all'Azienda Sanitaria Locale. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di qualsiasi accordo e negato il diritto al compenso, ribadendo che l'accreditamento è un presupposto inderogabile per operare all'interno del Servizio Sanitario Nazionale. Anche la domanda subordinata per ingiustificato arricchimento è stata respinta per motivi procedurali.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per l’unica casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone contro un ordine di demolizione relativo a una sopraelevazione abusiva adibita a unica abitazione. I ricorrenti lamentavano la violazione del diritto alla casa e rischi per la stabilità dell'edificio. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può sanare un abuso edilizio, e che le doglianze sulla stabilità erano generiche e non provate, confermando la piena legittimità dell'ordine di demolizione.
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