LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 319 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 319 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: niente cauzione per liberare i beni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due indagati per reati tributari contro il diniego di dissequestro di conti correnti e quote societarie. I giudici hanno chiarito che il Tribunale del Riesame non può valutare documenti nuovi, attestanti l'estinzione del debito, se non preventivamente sottoposti al GIP. Inoltre, la Corte ha stabilito che per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca non è ammessa la sostituzione dei beni tramite il versamento di una cauzione. Questa misura ha infatti una funzione sanzionatoria volta a privare l'autore del reato dei proventi illeciti, diversamente dal sequestro conservativo. Di conseguenza, il sequestro preventivo rimane attivo e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Sequestro preventivo e cauzione: no alla sostituzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile sostituire i beni sottoposti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca con il versamento di una cauzione di pari valore. La sentenza chiarisce che l'istituto della cauzione è previsto esclusivamente per il sequestro conservativo e quello probatorio, data la differente funzione del sequestro preventivo, che mira a sottrarre i proventi del reato alla disponibilità dell'autore, e non a garantire un credito. La Corte ha inoltre evidenziato come le recenti riforme legislative abbiano reso autonoma la disciplina esecutiva del sequestro preventivo, escludendo ogni rinvio alle norme che consentono la sostituzione con cauzione.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile, no spese
Un imprenditore rinuncia al ricorso in Cassazione contro il sequestro di un suo immobile, poiché nel frattempo il sequestro stesso viene revocato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo un principio importante: se la causa della rinuncia non è imputabile al ricorrente, non vi è condanna al pagamento delle spese processuali.
Continua »