LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 317 Codice Penale — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 317 Codice Penale

Licenziamento disciplinare: Tentata concussione equiparata a consumata
Un funzionario pubblico ha ricevuto un licenziamento disciplinare senza preavviso dopo una condanna definitiva per tentata concussione. L'Azienda lo ha licenziato basandosi sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) che prevede il licenziamento per reati contro la Pubblica Amministrazione. Il Lavoratore ha contestato il licenziamento, sostenendo che il CCNL si riferisse solo alla concussione "consumata" e non a quella "tentata", e ha sollevato questioni sulla tempistica del procedimento disciplinare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore, stabilendo che, ai fini disciplinari, non esiste una differenza sostanziale tra concussione tentata e consumata, in quanto entrambe ledono gravemente il rapporto fiduciario. Ha anche confermato la correttezza dei tempi del procedimento disciplinare.
Continua »
Rimborso spese legali dipendente pubblico: assolto ma paga lui
Un dipendente comunale, assolto con formula piena dall'accusa di tentata concussione, chiede al Comune il Rimborso spese legali dipendente pubblico per la propria difesa penale. La Corte di Cassazione rigetta la richiesta. I giudici chiariscono che l'assoluzione non cancella il conflitto di interessi originario tra l'ente e il dipendente accusato di un reato contro la pubblica amministrazione. Il diritto al rimborso non è assoluto e richiede l'assenza di conflitto e la scelta concordata del legale. Il dipendente perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
Continua »
Rimborso spese legali dipendente pubblico: assolto ma senza soldi
Un dipendente comunale, assolto con formula piena dall'accusa di tentata concussione, ha chiesto al Comune il rimborso spese legali dipendente pubblico per la difesa nel processo penale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta del lavoratore. I giudici hanno chiarito che non esiste un diritto incondizionato al rimborso nel pubblico impiego. Nel caso specifico, il reato contestato (abuso di potere) configurava un originario conflitto di interessi con l'amministrazione, che è considerata parte offesa. Tale conflitto non viene cancellato dalla successiva assoluzione. Inoltre, mancavano la prova dei pagamenti effettuati e il preventivo gradimento del legale da parte dell'ente. Il lavoratore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Sentenza definitiva: quando riparte il disciplinare?
Un dipendente pubblico, licenziato dopo una condanna penale, ha contestato la tempestività della riattivazione del procedimento disciplinare. La Cassazione ha chiarito che il termine per la riattivazione decorre dalla comunicazione della sentenza definitiva che conclude l'intero processo penale, e non da una sentenza precedente che abbia definito solo parzialmente i fatti. La decisione si fonda sulla necessità di certezza del diritto e sull'interpretazione letterale della nozione di sentenza definitiva.
Continua »