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Art. 316-bis Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 316-bis Codice Civile

Rimborso spese familiari: perché l’ex moglie perde la causa
Dopo la separazione, l'ex moglie ha chiesto la divisione dei beni comuni e il rimborso spese familiari per le somme ricevute come regali di nozze e spese per la casa. La Corte d'Appello ha accolto solo la divisione dei beni mobili, rigettando le richieste di restituzione del denaro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della donna. Gli Ermellini hanno ribadito che le spese sostenute in costanza di matrimonio per i bisogni della famiglia si presumono effettuate in adempimento del dovere di contribuzione. Di conseguenza, dopo la separazione, non spetta alcun rimborso spese familiari per i soldi spesi per la vita comune o per i preparativi delle nozze, in quanto tali esborsi sono per legge irripetibili.
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Conto cointestato coniugi: prelievi della moglie, condanna
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della cointestazione del conto corrente tra coniugi. Un marito, unico percettore di reddito, aveva versato i suoi guadagni su conti gestiti dalla moglie. Quest'ultima aveva prelevato ingenti somme, a suo dire, per i bisogni familiari. La Corte ha stabilito che la moglie deve restituire quasi 1,2 milioni di euro. Il marito ha infatti superato la presunzione di comproprietà al 50%, dimostrando che i soldi provenivano esclusivamente dal suo lavoro. I prelievi della moglie sono stati quindi considerati un'appropriazione indebita e non un legittimo contributo alla vita familiare, portando alla sua condanna.
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Conto corrente cointestato: regole sui prelievi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex coniuge che pretendeva la restituzione di somme prelevate dalla moglie da un conto corrente cointestato. Il ricorrente sosteneva di essere l'unico titolare dei fondi, ma i giudici hanno confermato che la cointestazione fa presumere la comproprietà al 50%. Poiché i prelievi erano destinati a bisogni familiari, spese mediche e mantenimento delle figlie, essi rientrano nei doveri di assistenza materiale previsti dal codice civile. La decisione ribadisce che, senza prove certe del superamento della presunzione di contitolarità, i prelievi effettuati in costanza di matrimonio per finalità familiari non sono rimborsabili.
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Valutazione redditi genitori: obbligo per il giudice
Un atleta professionista chiede la riduzione dell'assegno di mantenimento per la figlia a causa di una contrazione dei suoi guadagni e della nascita di un secondo figlio. I tribunali di merito respingono la richiesta. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che la decisione è illegittima perché non ha operato la necessaria valutazione redditi genitori, omettendo di indagare sulla situazione economica e patrimoniale della madre. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per una nuova e completa valutazione.
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Assegno di mantenimento: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa alla modifica delle condizioni di divorzio. Il caso riguardava la determinazione dell'assegno di mantenimento per il figlio. La Suprema Corte ha stabilito che la quantificazione del contributo economico non può basarsi su un generico richiamo agli atti, ma richiede una motivazione esplicita e dettagliata che analizzi comparativamente le condizioni economiche di entrambi i genitori. Inoltre, ha ribadito che l'invito del giudice a intraprendere un percorso psicoterapeutico, anche se non obbligatorio, costituisce un'indebita ingerenza nella libertà di autodeterminazione della persona.
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Assegno di mantenimento: il nuovo nucleo familiare
Un padre ricorre in Cassazione per la riduzione dell'assegno di mantenimento per il figlio, adducendo come motivazione la formazione di un nuovo nucleo familiare e l'accensione di un mutuo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la nascita di un nuovo figlio è solo uno dei tanti elementi da considerare nella valutazione comparativa delle condizioni economiche dei genitori, e non è un fattore che determina automaticamente una riduzione dell'assegno.
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Obbligo mantenimento ascendenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma l'obbligo di mantenimento degli ascendenti (nonni) nei confronti della nipote, a fronte del persistente e volontario inadempimento del padre, resosi irreperibile, e delle insufficienti capacità economiche della madre. L'ordinanza chiarisce che tale obbligo non è una surroga di quello paterno, ma una responsabilità sussidiaria che scatta quando entrambi i genitori non sono in grado di provvedere pienamente alle esigenze del minore. Pertanto, l'obbligo mantenimento ascendenti è stato ritenuto operante.
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Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Assegno divorzile: no a spesa per ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo economico di un coniuge per la ristrutturazione della casa coniugale, di proprietà esclusiva dell'altro, rientra nei doveri di solidarietà familiare. Tale spesa, da sola, non è sufficiente a giustificare il riconoscimento di un assegno divorzile con funzione compensativa, per il quale è necessaria la prova di specifici sacrifici professionali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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