La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10507/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero che chiedeva la custodia cautelare per un imputato condannato in primo grado. La Corte ha stabilito che una severa condanna non è, da sola, sufficiente a dimostrare la sussistenza di attuali esigenze cautelari, come il pericolo di fuga o di reiterazione del reato. È necessario che la richiesta sia supportata da elementi specifici e sopravvenuti che attestino la concretezza e l'attualità di tali pericoli.
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