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Art. 31 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 31 Codice di Procedura Civile

Competenza territoriale lavoro: Causa al cliente nella sua città
Un lavoratore ha citato in giudizio sia il suo datore di lavoro (un subappaltatore) sia l'azienda committente per ottenere il pagamento di crediti retributivi. La causa è stata avviata presso il tribunale della città in cui ha sede l'azienda committente, anziché nel luogo di svolgimento dell'attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale controversie di lavoro: in caso di responsabilità solidale, il lavoratore può legittimamente scegliere di agire davanti al giudice competente per la sede del committente. Questa facoltà deriva dalla stretta connessione tra le due domande, che permette di derogare ai fori speciali previsti per la singola causa di lavoro. La scelta del lavoratore è stata quindi convalidata.
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Mobbing del superiore: la responsabilità è extracontrattuale
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un suo superiore per mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità per mobbing del superiore non è di natura contrattuale (come quella del datore di lavoro), ma extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Di conseguenza, si applicano le regole sull'onere della prova e il termine di prescrizione di cinque anni tipici dell'illecito civile.
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Notifica visura camerale: è valida? La Cassazione
Una società di costruzioni ha contestato una condanna al pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica iniziale basata sull'indirizzo del legale rappresentante risultante dalla visura camerale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica visura camerale è valida quando supportata da elementi di fatto, come la presenza di una cassetta postale intestata. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei ricorsi che mescolano indistintamente più vizi processuali.
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