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Art. 31 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 31 Codice di Procedura Civile

Divisione ereditaria: il tribunale competente per i beni venduti
Un coerede ha avviato una causa davanti al Tribunale di Teramo chiedendo la divisione ereditaria dei beni di una familiare defunta, residente in provincia di Milano. Ha proposto anche un'azione revocatoria per annullare le vendite di immobili e quote societarie effettuate dagli altri eredi prima della morte della donna, al fine di ricostituire l'asse ereditario. Gli altri eredi hanno eccepito l'incompetenza territoriale, indicando il Tribunale di Monza come competente per l'ultimo domicilio della defunta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del coerede, stabilendo che la divisione ereditaria è la domanda principale. Di conseguenza, l'azione revocatoria, avendo una funzione preparatoria e accessoria per ricostituire il patrimonio, viene attratta dalla competenza del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione. Vince l'erede che ha eccepito l'incompetenza: la causa si sposta a Monza.
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Competenza territoriale lavoro: Causa al cliente nella sua città
Un lavoratore ha citato in giudizio sia il suo datore di lavoro (un subappaltatore) sia l'azienda committente per ottenere il pagamento di crediti retributivi. La causa è stata avviata presso il tribunale della città in cui ha sede l'azienda committente, anziché nel luogo di svolgimento dell'attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale controversie di lavoro: in caso di responsabilità solidale, il lavoratore può legittimamente scegliere di agire davanti al giudice competente per la sede del committente. Questa facoltà deriva dalla stretta connessione tra le due domande, che permette di derogare ai fori speciali previsti per la singola causa di lavoro. La scelta del lavoratore è stata quindi convalidata.
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Clausola compromissoria: i limiti della competenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per regolamento di competenza confermando che la clausola compromissoria contenuta nei patti sociali attrae a sé tutte le controversie derivanti dal rapporto societario. La vicenda riguardava una lite tra familiari soci di una società alberghiera in merito a presunte simulazioni di aumenti di capitale, risarcimento danni per cattiva gestione e indebita percezione di utili. La Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 808-quater c.p.c., la competenza arbitrale si estende a ogni lite che trovi la propria causa petendi nel contratto sociale, escludendo la giurisdizione del tribunale ordinario anche per le domande risarcitorie legate a illeciti endosocietari.
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Competenza Tribunale Imprese: il caso fiduciarie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre società fiduciarie che contestavano la competenza territoriale di un tribunale ordinario in favore del Tribunale delle Imprese. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale avanzata da una curatela fallimentare contro soggetti terzi accusati di aver agevolato atti distrattivi. La Corte ha stabilito che la competenza Tribunale Imprese non si estende a controversie solo indirettamente legate a vicende societarie, confermando che la connessione deve essere effettiva e non meramente ipotetica o virtuale.
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