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Art. 302 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 302 Codice di Procedura Civile

Responsabilità solidale venditore: quando risponde
La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di revoca dell'agevolazione "prima casa" per le caratteristiche oggettive di lusso di un immobile, sussiste la responsabilità solidale del venditore. La revoca non dipende da una dichiarazione mendace dell'acquirente, ma da elementi del contratto noti a entrambe le parti, come la superficie dell'immobile. Pertanto, il venditore è tenuto a rispondere per le maggiori imposte insieme all'acquirente.
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Definizione agevolata cartella: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della definizione agevolata della cartella di pagamento. Se la cartella è notificata agli eredi per un debito fiscale già divenuto definitivo in capo al defunto, essa ha natura meramente riscossiva e non impositiva. Di conseguenza, non può essere il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale e non rientra nell'ambito della sanatoria, poiché il presupposto della definizione agevolata è che l'atto sia il primo a portare a conoscenza del contribuente la pretesa.
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Detrazione IVA frode: quando è negata dall’Agenzia
La Corte di Cassazione ha confermato la negazione del diritto alla detrazione IVA per una società coinvolta in una frode fiscale. La sentenza stabilisce che, in presenza di chiari indizi di irregolarità (come fornitori senza struttura o prezzi anomali), l'impresa non può invocare la buona fede. La discussione sulla detrazione IVA frode si è conclusa ribadendo che spetta al contribuente dimostrare di aver usato la massima diligenza per non essere coinvolto nell'illecito.
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Abuso del diritto: no a minusvalenze da dividend washing
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale contro una società per abuso del diritto, attuato tramite un'operazione di "dividend washing". La Corte ha stabilito che le minusvalenze generate da operazioni prive di sostanza economica, finalizzate unicamente a ottenere vantaggi fiscali, non sono deducibili. Ha inoltre chiarito i requisiti del contraddittorio preventivo, ritenendo legittimo l'avviso emesso dopo la scadenza dei 60 giorni per le osservazioni del contribuente, anche in assenza di una risposta tempestiva.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Cartella di pagamento via PEC: valida anche senza firma
Una curatela fallimentare ha impugnato una cartella di pagamento ricevuta tramite posta elettronica certificata, sostenendo la sua nullità per assenza di firma digitale sul file PDF allegato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica di una cartella di pagamento via PEC è valida anche se il documento è un semplice .pdf. Il sistema PEC, infatti, garantisce di per sé l'autenticità e la provenienza dell'atto, rendendo superflua un'ulteriore firma digitale.
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