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Art. 302 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 302 Codice di Procedura Civile

Avvocato sospeso, causa persa: il rischio dell’interruzione processo
Una cittadina chiedeva all'INPS il pagamento di ratei arretrati della pensione di reversibilità. Durante il processo d'appello, il suo avvocato veniva sospeso dall'albo, causando l'interruzione del processo. La causa veniva riassunta oltre il termine semestrale previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione del giudizio, stabilendo un principio fondamentale: in caso di sospensione temporanea dell'avvocato, il termine per riavviare la causa decorre dalla fine del periodo di sospensione. È l'avvocato stesso, una volta tornato in funzione, ad avere l'onere di riassumere il processo, senza che sia necessaria una comunicazione formale alla parte assistita. La tardiva riassunzione ha quindi comportato la perdita definitiva della causa per la cittadina.
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Riassunzione del processo: stop all’estinzione automatica
Una società produttrice di componenti meccaniche conviene in giudizio un'azienda estera per inadempimento contrattuale. Durante il primo grado, l'attrice viene dichiarata fallita, determinando l'interruzione del giudizio. Successivamente, la Corte d'Appello revoca il fallimento. Il curatore fallimentare procede alla **riassunzione del processo** prima che la revoca diventi definitiva. Una volta tornata in bonis, la società si costituisce spontaneamente nel giudizio. Tuttavia, i giudici di secondo grado dichiarano l'estinzione del processo, ritenendo che la società avrebbe dovuto riassumere autonomamente la causa entro tre mesi dalla chiusura formale del fallimento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società: sebbene la revoca del fallimento causi un'interruzione automatica, il termine per la **riassunzione del processo** decorre solo dalla dichiarazione giudiziale di interruzione portata a conoscenza delle parti. In assenza di tale dichiarazione, la prosecuzione spontanea è pienamente valida.
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Appello ordinanza convalida sfratto: quando è ammesso
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'appello ordinanza convalida sfratto, confermando che il decesso del locatore dopo la notifica non interrompe il processo se gli eredi si costituiscono in udienza. L'appello rimane un rimedio eccezionale, esperibile solo in mancanza dei presupposti di legge fondamentali.
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