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Art. 2949 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2949 Codice Civile

Incarico professionale: quando la custodia non è gestione
Una società ha citato in giudizio il proprio studio commercialista per non aver riscosso i dividendi relativi a delle azioni tenute in custodia, sostenendo che tale attività rientrasse nell'incarico professionale. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la richiesta, specificando che la semplice custodia dei titoli non comporta automaticamente un mandato per la loro gestione attiva. La dicitura generica 'prestazioni fiscali e societarie' sulle fatture non è stata ritenuta una prova sufficiente per dimostrare un incarico professionale più ampio.
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Responsabilità intermediario: quando il cliente perde?
Una cliente versa ingenti somme in contanti a un agente per una polizza assicurativa risultata inesistente. La Corte di Cassazione stabilisce che la condotta anomala del cliente, come il pagamento in contanti vietato dalla legge, deve essere attentamente valutata dal giudice. Tale comportamento può interrompere il nesso causale e ridurre o escludere la responsabilità dell'intermediario (la compagnia assicurativa), in base al principio di autoresponsabilità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione del credito pignorato: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla prescrizione del credito pignorato. In un caso riguardante la liquidazione della quota di un socio escluso, pignorata da suoi creditori, la Corte ha stabilito che la notifica dell'atto di pignoramento interrompe la prescrizione. Successivamente, l'avvio del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo crea un'interruzione permanente fino alla sentenza definitiva. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società, confermando che il diritto di credito non era prescritto.
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Onere della prova: indennità a un amministratore
Un'azienda speciale di una Camera di Commercio ha richiesto la restituzione delle indennità versate a un ex amministratore, sostenendo che non fossero dovute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che grava sull'azienda l'onere della prova di dimostrare che lo statuto, all'epoca dei fatti, vietasse espressamente tali compensi. Poiché la norma che introduceva la gratuità della carica è entrata in vigore solo successivamente, la richiesta di restituzione è stata ritenuta infondata.
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Prescrizione ripetizione utili: 5 o 10 anni?
La Cassazione ha stabilito che l'azione di una società per recuperare utili non dovuti, distribuiti ai soci in assenza di profitti reali, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella quinquennale. L'azione, qualificata come ripetizione di indebito, si fonda su una causa di obbligazione autonoma rispetto al rapporto sociale, giustificando così l'applicazione del termine più lungo, un punto chiave nella gestione della prescrizione ripetizione utili.
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