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Art. 2922 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2922 Codice Civile

Vendita forzata immobiliare: i limiti per chiedere la restituzione
Una società acquista un immobile tramite un'asta giudiziaria. In seguito, la società scopre che il bene presenta natura e destinazione urbanistica diverse rispetto a quanto pubblicizzato durante la vendita. L'acquirente promuove quindi una causa ordinaria autonoma contro i creditori per ottenere la restituzione del prezzo versato e distribuito. I giudici di merito e la Corte di Cassazione respingono la richiesta. La Suprema Corte stabilisce che, in tema di vendita forzata immobiliare, ogni contestazione sulla validità dell'acquisto o sulla diversità del bene deve essere sollevata esclusivamente all'interno del processo esecutivo tramite opposizione formale prima della distribuzione del ricavato. L'acquirente non può avviare una causa autonoma a procedura ormai conclusa.
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Aliud pro alio e abusi all’asta: l’acquirente perde la cauzione
Una società acquista all'asta un complesso alberghiero da un fallimento. Dopo l'aggiudicazione, l'acquirente scopre ordinanze comunali che impongono la chiusura dell'attività e la demolizione di alcune opere abusive nel sottotetto. L'acquirente chiede l'annullamento dell'asta e la restituzione della cauzione, invocando la fattispecie di aliud pro alio per totale inidoneità della struttura. Il tribunale rigetta la richiesta e la Corte di Cassazione conferma la decisione. I giudici rilevano che gli abusi edilizi risultavano già descritti nella perizia del tribunale e i relativi costi erano stati detratti dal prezzo di stima. Inoltre, le irregolarità risultavano pienamente sanabili per ottenere l'agibilità. Non sussiste alcuna vendita di bene diverso se l'interessato poteva conoscere i vizi consultando gli atti del fascicolo fallimentare prima di formulare l'offerta di acquisto.
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