LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2909 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 30 di 40

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Indennità di mobilità: il giudicato riflesso sull’INPS
La Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori per l'ottenimento dell'indennità di mobilità. La Corte ha confermato la decadenza per alcuni e, per altri, ha applicato il principio del giudicato riflesso, estendendo all'ente previdenziale gli effetti di una precedente sentenza tra lavoratori e datore di lavoro sulla classificazione aziendale, escludendo così il diritto alla prestazione.
Continua »
Passaggio di cantiere: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori a cui era stato negato il diritto al passaggio di cantiere. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non verificare in concreto il requisito dell'adibizione dei dipendenti al cantiere per almeno 240 giorni prima del cambio appalto, un elemento cruciale previsto dal CCNL di settore. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Contributi Gestione Separata e occultamento del debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35119/2024, ha stabilito che un professionista iscritto al proprio albo ma anche dipendente part-time è tenuto al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, unita alla piena consapevolezza dell'obbligo contributivo, integra un occultamento doloso del debito, con conseguente sospensione della prescrizione del credito dell'ente previdenziale.
Continua »
Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
Continua »
Sanzioni Gestione Separata annullate dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33940/2024, ha annullato le sanzioni Gestione Separata imposte a un professionista per l'omessa contribuzione relativa all'anno 2008. Pur confermando l'obbligo di versare i contributi, la Corte ha ritenuto illegittima l'applicazione delle sanzioni, applicando i principi di una sentenza della Corte Costituzionale che tutela l'affidamento del contribuente in periodi di incertezza normativa.
Continua »
Contratti a termine fondazioni liriche: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso cruciale sui contratti a termine nelle fondazioni liriche. Un lavoratore ha contestato la legittimità di una serie di contratti a tempo determinato, sostenendo la violazione della normativa europea volta a prevenire gli abusi. La Corte ha ritenuto la questione di tale complessità e rilevanza nomofilattica da richiedere un esame approfondito, in particolare per valutare la compatibilità della legislazione nazionale, che permette una maggiore flessibilità per tali enti, con i principi sanciti dalla Corte di Giustizia dell'UE.
Continua »
Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore sanitario ha contestato il calcolo del suo TFR, sostenendo la mancata inclusione di diverse voci retributive, tra cui l'indennità di mensa. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che la natura retributiva dell'indennità di mensa, e quindi la sua inclusione nel TFR, dipende dalla contrattazione collettiva applicabile nel tempo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per un nuovo calcolo che tenga conto di questo principio, sottolineando l'importanza di verificare gli accordi sindacali vigenti prima delle riforme legislative.
Continua »
Verbale ispettivo INPS: onere della prova e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una famiglia contro l'ente previdenziale, confermando che il verbale ispettivo INPS è una 'fonte di prova'. Spetta ai privati dimostrare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro agricolo contestato. La Corte ha chiarito che il verbale non è un atto amministrativo da annullare, ma un elemento probatorio il cui contenuto deve essere contestato nel merito, provando una diversa realtà dei fatti.
Continua »
Danno previdenziale e giudicato: la Cassazione
Una lavoratrice ha richiesto il risarcimento per danno previdenziale derivante dal mancato versamento dei contributi su mansioni superiori svolte in passato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che il diritto alle differenze retributive per lo stesso periodo era già stato dichiarato prescritto in un precedente giudizio. Tale giudicato ha un effetto preclusivo, impedendo un nuovo accertamento sullo svolgimento delle mansioni e rendendo infondata la successiva richiesta di risarcimento per il danno previdenziale.
Continua »
Rinnovo contratto: illegittima la rinuncia ai diritti
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la condotta di un Comune che condizionava il rinnovo contratto di lavoro a termine alla firma di una liberatoria per passate pretese risarcitorie. Tale condizione viola i diritti indisponibili del lavoratore. La sentenza d'appello, che aveva dato ragione all'ente pubblico, è stata annullata con rinvio, riaffermando la tutela del lavoratore contro clausole abusive.
Continua »
Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione presentato da un Comune contro un ente previdenziale. Il Comune sosteneva un errore di fatto, accusando la Corte di non aver visto nel precedente ricorso l'indicazione del termine iniziale della prescrizione. La Corte ha chiarito che non si trattava di un errore di fatto revocazione, bensì di una valutazione interpretativa del ricorso, non sindacabile con questo strumento. La decisione ribadisce che la revocazione non può essere usata per contestare l'interpretazione degli atti processuali da parte del giudice.
Continua »
Mansioni superiori: ricorso inammissibile in Cassazione
Due dipendenti pubbliche, dopo aver ottenuto in primo grado il riconoscimento delle differenze retributive per mansioni superiori, si sono viste rigettare la domanda in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro successivo ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti già esaminati dal giudice di merito. L'ordinanza sottolinea i rigorosi limiti del sindacato sulla motivazione della sentenza impugnata.
Continua »
Pensione estera pignorata: quale legge si applica?
Un pensionato tedesco residente in Italia si oppone alle trattenute sulla sua pensione, derivanti da una procedura di insolvenza in Germania. La Corte di Cassazione ha stabilito che la legge applicabile è quella tedesca, poiché il rapporto previdenziale è sorto e si è sviluppato interamente in Germania. Di conseguenza, la questione della pignorabilità della pensione estera è regolata dalla legge del Paese erogante, e non da quella del Paese di residenza del pensionato.
Continua »
Pensione estera: quale legge si applica al pignoramento?
Un ex professionista tedesco, ora residente in Italia, ha contestato le trattenute sulla sua pensione tedesca, derivanti da una procedura di insolvenza in Germania. Sosteneva l'applicazione della legge italiana, più favorevole riguardo alla pignorabilità delle pensioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per una pensione estera, la legge applicabile è sempre quella dello Stato in cui sono maturati i diritti e che eroga la prestazione, indipendentemente dalla residenza attuale del pensionato. Di conseguenza, la normativa tedesca regola la vicenda.
Continua »
Contestazione disciplinare generica: quando è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31513/2024, ha confermato la nullità di un licenziamento a causa di una contestazione disciplinare generica. Un lavoratore, accusato di appropriazione indebita di somme di denaro, ha visto annullare il suo licenziamento perché la lettera di contestazione mancava di dettagli essenziali come data, luogo, modalità e importo delle presunte sottrazioni. Secondo la Corte, questa vaghezza lede il diritto di difesa del lavoratore. La decisione ribadisce che l'onere di formulare un'accusa circostanziata spetta al datore di lavoro.
Continua »
Titolo esecutivo: quando una sentenza non basta?
Una lavoratrice tenta di eseguire una sentenza a suo favore, ma l'azienda si oppone sostenendo che non sia un valido titolo esecutivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice, confermando che una sentenza, per essere eseguita forzatamente, deve indicare un credito certo, liquido ed esigibile. Il ricorso è stato respinto anche per vizi procedurali, in quanto non ha impugnato tutte le motivazioni autonome della decisione precedente.
Continua »
Recesso ante tempus: Niente proroga per contratto cessato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto a tempo determinato, anche se soggetto a un recesso ante tempus illegittimo da parte del datore di lavoro, si considera definitivamente cessato. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto ai benefici di una successiva proroga contrattuale disposta per altri dipendenti. Il risarcimento del danno per il lavoratore è limitato alle retribuzioni perse fino alla data di scadenza originaria del contratto, escludendo qualsiasi pretesa basata su potenziali rinnovi futuri.
Continua »
Indennità di mensa nel TFR: quando va calcolata?
Una dipendente ospedaliera ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per un ricalcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di varie indennità. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ospedale. Pur confermando la legittimità di una richiesta di ricalcolo onnicomprensiva, ha stabilito un principio chiave sull'indennità di mensa: la sua inclusione nel TFR non è automatica. È necessario verificare se la contrattazione collettiva preveda un'indennità sostitutiva per chi non usa il servizio, poiché solo in tal caso essa assume natura retributiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per questa specifica verifica.
Continua »
Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
Un dirigente del settore pubblico ha citato in giudizio la propria amministrazione, una Provincia, per mobbing e danni, rassegnando le dimissioni per quella che riteneva una giusta causa. A seguito di un complesso iter giudiziario che ha attraversato vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva il ricorso del dirigente. La Corte ha ritenuto i numerosi motivi di ricorso per cassazione inammissibili o infondati, sottolineando il rispetto dei precedenti giudicati, i limiti procedurali dell'appello e il potere discrezionale dei giudici di merito nella valutazione delle prove.
Continua »
Risarcimento danno demansionamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32527/2024, ha confermato il diritto al risarcimento danno demansionamento per due dipendenti bancari, anche in presenza di una precedente sentenza che aveva escluso il risarcimento per un periodo anteriore. La Corte ha stabilito che la continuità del demansionamento in un periodo successivo costituisce un illecito distinto, per il quale è possibile richiedere e ottenere un nuovo risarcimento. Inoltre, ha ribadito che il danno alla professionalità può essere provato anche in via presuntiva e liquidato equitativamente dal giudice sulla base di elementi come la durata e la gravità del demansionamento.
Continua »