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Art. 2902 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2902 Codice Civile

Cessione del credito: il nuovo creditore vince contro la frode
Una banca, creditrice verso un uomo, impugna la cessione di una casa fatta da quest'ultimo alla ex moglie durante la separazione, ritenendola una mossa per non pagare. Nel corso della causa, la banca effettua una cessione del credito a una società specializzata. I giudici d'appello bloccano la causa, sostenendo che la nuova società non possa proseguire l'azione revocatoria avviata dalla banca. La Corte di Cassazione ribalta questa decisione. I giudici chiariscono che il trasferimento del credito comporta automaticamente anche il passaggio di tutte le tutele e le azioni conservative collegate, inclusa l'azione revocatoria. Di conseguenza, il nuovo creditore ha il pieno diritto di proseguire la causa per proteggere il proprio credito. La sentenza d'appello viene annullata e la causa dovrà essere nuovamente discussa.
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Azione revocatoria: la donazione ai familiari non salva la casa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione di immobili compiuta da un debitore a favore della moglie e della figlia. I creditori, rappresentati da istituti bancari e successivamente da società cessionarie del credito, hanno promosso con successo l'azione revocatoria. Il debitore aveva donato la nuda proprietà e l'usufrutto dei beni poco prima del fallimento della società di cui era garante. La Suprema Corte ha chiarito che per gli atti gratuiti successivi al sorgere del debito basta la semplice consapevolezza del pregiudizio arrecato alle ragioni dei creditori. Inoltre, i nuovi creditori succeduti nella titolarità del credito beneficiano automaticamente degli effetti della revoca dell'atto fraudolento.
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Azione revocatoria ordinaria: inutile vendere la casa al fratello
Un debitore ha venduto al proprio fratello la quota del 50% di un immobile di sua proprietà. La banca creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per far dichiarare inefficace la vendita, ritenendola dannosa per il recupero del proprio credito. Nel corso del processo, la banca ha ceduto il credito a una società terza, che è intervenuta nel giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della vendita. I giudici hanno chiarito che il vincolo di parentela e la concessione di un comodato d'uso gratuito al venditore dimostrano la consapevolezza di danneggiare i creditori. Inoltre, la Corte ha stabilito che la società acquirente del credito ha pieno diritto di intervenire autonomamente nel processo per tutelare le proprie ragioni, respingendo definitivamente il ricorso del debitore.
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Azione revocatoria ordinaria: il trust familiare non salva i beni
Un creditore ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace il trasferimento di beni immobili effettuato da una società debitrice a favore di un trust familiare. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rilevando che l'atto svuotava la garanzia patrimoniale del debitore e che la consapevolezza del pregiudizio era evidente, dato il legame familiare tra i soggetti coinvolti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società e dei familiari, confermando la revoca del trust. I giudici hanno chiarito che l'azione revocatoria ordinaria mira a proteggere il credito e che l'eventuale sproporzione tra il valore dei beni trasferiti nel trust e l'entità del debito non impedisce la dichiarazione di inefficacia dell'atto dispositivo.
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Azione revocatoria: la Cassazione annulla per vizio di forma
Un istituto di credito ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la vendita di una quota immobiliare effettuata da una debitrice in favore del cognato. Il Tribunale ha accolto la domanda. L'acquirente ha proposto appello notificando l'atto solo alla banca e omettendo la debitrice originaria. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado. La Corte di Cassazione ha invece annullato la sentenza d'appello, stabilendo che nell'azione revocatoria il debitore alienante è un litisconsorte necessario. Di conseguenza, il giudizio d'appello è nullo per la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti della debitrice, anche se quest'ultima era rimasta contumace in primo grado. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Domanda Nuova: Banca Perde Priorità per Errore Processuale
Un creditore, dopo aver ottenuto la revoca di un fondo patrimoniale, interviene nel pignoramento immobiliare avviato da un'altra banca. Inizialmente chiede di partecipare alla divisione del ricavato in modo proporzionale agli altri. Successivamente, però, cambia idea e pretende di essere pagato con priorità assoluta. La Cassazione ha stabilito che questa modifica costituisce una 'domanda nuova nell'opposizione', inammissibile dal punto di vista procedurale. La richiesta di priorità viene quindi respinta non nel merito, ma per un vizio formale, costringendo il creditore a tornare alla sua richiesta originaria e annullando la decisione che gli aveva dato ragione.
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Azione Revocatoria: Dona i beni ai figli ma il nuovo creditore vince
Una garante aveva donato tutti i suoi immobili ai figli per sottrarli alla garanzia patrimoniale. La banca creditrice aveva avviato un'azione revocatoria, per poi cedere il credito a una società specializzata. La garante sosteneva che la nuova società non potesse proseguire l'azione. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'azione revocatoria è uno strumento di tutela che si trasferisce automaticamente insieme al credito. Di conseguenza, il nuovo creditore ha pieno diritto di beneficiare degli effetti dell'azione iniziata dal precedente, rendendo la donazione inefficace nei suoi confronti. La garante ha perso la causa.
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Azione revocatoria: vendita casa a figli e debiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un atto di trasferimento della nuda proprietà di un immobile da un padre alla figlia. L'operazione è stata colpita da azione revocatoria poiché il genitore, in qualità di fideiussore, aveva debiti ingenti verso un istituto bancario. La Suprema Corte ha ribadito che la prova del credito può essere fornita tramite estratti conto non contestati e che il pregiudizio per il creditore sussiste anche se l'atto non rende il debitore totalmente insolvente, ma rende solo più difficile il recupero del credito.
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Interesse ad agire del terzo acquirente: la Cassazione
Un'impresa, terza acquirente di un immobile oggetto di azione revocatoria, chiedeva l'accertamento dell'aumento di valore del bene per le migliorie apportate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'interesse ad agire per tale accertamento non è attuale, ma sorge solo se e quando il creditore avvia l'esecuzione forzata. Un pregiudizio solo potenziale non è sufficiente per un'azione di mero accertamento.
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