Una società immobiliare ha impugnato la sentenza che dichiarava inefficace, tramite azione revocatoria, la compravendita di un immobile. La difesa sosteneva che l'atto fosse l'adempimento di un contratto preliminare stipulato anni prima, cercando così di escludere la consapevolezza del danno ai creditori. Tuttavia, la Corte d'Appello ha ritenuto l'eccezione tardiva e ha rilevato la mancanza di data certa del preliminare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha contestato specificamente entrambe le ragioni della decisione di secondo grado, confermando la revoca dell'atto.
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