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Art. 2797 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2797 Codice Civile

Distribuzione utili extracontabili: il socio può difendersi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società a ristretta base partecipativa maggiori ricavi non dichiarati, imputando ai soci il conseguente reddito da capitale basato sulla presunzione di distribuzione utili extracontabili. L'avviso societario era stato però notificato all'ex amministratore non più in carica. I soci hanno impugnato i propri avvisi personali contestando la pretesa fiscale dell'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei soci: se l'accertamento alla società non è stato notificato correttamente al legale rappresentante, esso non è opponibile ai soci. Di conseguenza, i soci possono contestare direttamente e senza limiti i presupposti del debito aziendale nel proprio giudizio. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.
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Utili extracontabili società a ristretta base: difesa dei soci
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società di capitali e due distinti avvisi ai rispettivi ex soci. Il Fisco ha presunto la distribuzione di utili extracontabili società a ristretta base. Tuttavia, la notifica destinata alla società è stata consegnata all'ex amministratore dopo la cessione delle quote. I giudici di merito hanno rigettato il ricorso dei soci ritenendo definitivo l'accertamento societario. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. I giudici supremi hanno stabilito che i soci possono contestare direttamente la pretesa fiscale della società quando l'atto non è stato correttamente notificato al legale rappresentante attuale. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa per un nuovo esame del merito.
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Opposizione all’esecuzione: quote societarie pignorate, ricorso respinto
Un investitore ha intimato a una socia di pagare un debito di oltre 185.000 euro, minacciando di vendere le sue quote societarie, precedentemente date in garanzia pignoratizia per un mutuo. La socia ha proposto **opposizione all'esecuzione**, sostenendo l'illegittimità della procedura e contestando il mancato versamento del mutuo da parte dell'investitore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della socia, confermando la validità dell'esecuzione. La socia dovrà pagare le spese legali, e l'esecuzione forzata sulle sue quote potrà procedere.
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Accertamento societa a ristretta base e difesa dei soci
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per maggiori imposte non dichiarate. Successivamente, l'Ufficio ha chiesto il pagamento delle imposte personali ai soci, trattandosi di una società a ristretta base partecipativa. La notifica indirizzata alla società è stata consegnata a un ex amministratore e non al rappresentante legale in carica. I soci hanno impugnato gli atti personali contestando l'esistenza stessa dei maggiori ricavi della società. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto la difesa dei soci considerandolo definitivo l'accertamento societario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei soci. I giudici hanno stabilito che l'atto societario notificato male non è opponibile ai soci. Di conseguenza, i soci possono contestare liberamente la pretesa fiscale dell'azienda per tutelare i propri diritti.
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Termine breve per impugnare: l’errore sulla notifica costa caro
L'Acquirente ha acquistato preziosi difettosi a un'asta organizzata da La Banca. Dopo il rigetto delle sue domande nei gradi di merito e in Cassazione, ha proposto un ricorso per revocazione per contestare l'interpretazione del regolamento d'asta. La Banca ha eccepito la tardività del ricorso. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto oltre il termine breve per impugnare di sessanta giorni. La notifica della sentenza, anche se effettuata con copia non autentica e contenente diciture di cancelleria, è idonea a far decorrere il termine. Di conseguenza, L'Acquirente perde definitivamente la causa e viene condannato a pagare le spese processuali.
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