Un ricorrente ha contestato un sequestro preventivo di un immobile per abusi edilizi, sostenendo che fosse sproporzionato rispetto alle esigenze abitative della figlia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il ricorrente non poteva far valere i diritti di un terzo. Inoltre, ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non prevale sull'interesse pubblico a reprimere abusi edilizi gravi, soprattutto in zone vincolate e sismiche dove le opere non sono sanabili. La gravità e l'insanabilità delle opere giustificano la misura cautelare, rendendo il sequestro proporzionato.
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