LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 275-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 275-bis Codice di Procedura Penale

Auto a noleggio e droga: confermata custodia cautelare in carcere
Un uomo alla guida di un'auto a noleggio viene fermato insieme al figlio con quasi cinque chili di cocaina nascosti in una borsa. Il Giudice per le indagini preliminari dispone per il genitore la misura della custodia cautelare in carcere per detenzione e trasporto illecito di sostanze stupefacenti. L'indagato contesta il provvedimento sostenendo di aver soltanto accompagnato il figlio a un colloquio di lavoro, ignaro del carico, e chiedendo i domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame conferma il carcere, ritenendo non credibile la versione difensiva. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano la custodia cautelare in carcere per la consistente gravità indiziaria, la capacità organizzativa e il pericolo di reiterazione, condannando l'indagato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari con braccialetto
I giudici hanno confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di far parte di un'associazione criminale dedita a rapine a mano armata e riciclaggio di veicoli con targhe clonate. L'indagato chiedeva gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, contestando l'accusa di tentata rapina a un ufficio postale e la valutazione degli indizi di identificazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il braccialetto elettronico costituisce solo una modalità dei domiciliari e non una misura cautelare autonoma. Di conseguenza, quando la pericolosità sociale e la totale assenza di autodisciplina impongono la custodia carceraria, il magistrato non deve fornire una motivazione specifica per escludere il controllo a distanza.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari con braccialetto
Un indagato, accusato di rapine aggravate e riciclaggio mediante veicoli con targhe clonate, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa chiedeva i domiciliari con braccialetto elettronico, contestando l'identificazione basata sui filmati e sostenendo l'assenza di pericoli attuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'uomo al pagamento delle spese e a tremila euro alla Cassa delle ammende. La Suprema Corte ha ribadito che, quando l'assenza di autodisciplina e la gravità dei fatti rendono la custodia cautelare in carcere l'unica misura idonea a scongiurare il pericolo di reiterazione e inquinamento probatorio, il giudice non deve motivare separatamente sul mancato uso del braccialetto elettronico, essendo questo solo una modalità esecutiva dei domiciliari.
Continua »
Vittima all’estero ma resta la custodia cautelare in carcere
L'Imputato, condannato in primo grado a oltre undici anni di reclusione per sequestro di persona a scopo di estorsione, ha chiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari muniti di braccialetto elettronico. La difesa ha sostenuto che il tempo trascorso dall'arresto e il trasferimento all'estero della vittima avessero azzerato il pericolo di commettere nuovi reati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso confermando la detenzione dietro le sbarre. I giudici hanno chiarito che il pericolo di recidiva riguarda la commissione di illeciti analoghi anche verso altre persone, rendendo irrilevante la lontananza della vittima originaria. Inoltre, il decorso del tempo non attenua automaticamente la gravità del quadro cautelare, mentre il giudizio di inadeguatezza dei domiciliari rende superfluo l'uso del braccialetto elettronico.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: niente domiciliari per il rapinatore
L'indagato ha assaltato un corriere in pieno giorno, con volto coperto e armi, per sottrarre le merci in consegna. Il Giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. La difesa ha chiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, valorizzando la lontananza del domicilio e l'assenza di tentativi di fuga. I giudici hanno respinto la richiesta a causa dei precedenti penali specifici e della spregiudicatezza dell'azione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: se la personalità criminale rende inadeguati i domiciliari, decade automaticamente anche l'opzione del controllo elettronico.
Continua »
Braccialetto elettronico: la Cassazione nega l’autonomo ricorso
Un uomo indagato per tentata estorsione riceve la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo aver aggredito violentemente una vittima per questioni economiche. L'indagato contesta l'imposizione del dispositivo di controllo e l'uso dei suoi precedenti procedimenti per giustificare il pericolo di recidiva. Il Tribunale del Riesame conferma il provvedimento e la Corte di Cassazione respinge il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici affermano che il braccialetto elettronico costituisce solo una modalità esecutiva degli arresti domiciliari e non un aggravamento autonomamente impugnabile. Inoltre, la magistratura può legittimamente desumere la pericolosità sociale e il rischio di nuovi reati da denunce pregresse e carichi pendenti, anche in assenza di condanne irrevocabili. L'indagato perde il ricorso e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
Continua »
Sostituzione della custodia cautelare: nuovo tetto, stesso carcere
L'indagato, detenuto in carcere per reati contro il patrimonio e associazione a delinquere, chiedeva la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari. La difesa proponeva una nuova abitazione lontana dall'originario insediamento nomadi per interrompere i legami criminali. Il Tribunale respingeva l'istanza e la Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il nuovo alloggio si trovava comunque in un'area in cui l'indagato aveva commesso altri reati assieme allo stesso complice. I giudici hanno ritenuto il cambio di residenza inidoneo ad azzerare il pericolo di recidiva, mantenendo la misura carceraria.
Continua »
No alla sostituzione della custodia cautelare: resta in carcere
L'Imputato, condannato in primo grado per rapina pluriaggravata e associazione a delinquere, ha richiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari fuori regione, offrendo l'uso del braccialetto elettronico. La difesa ha sostenuto che il trasferimento geografico e la conclusione del primo grado avessero attenuato il pericolo di recidiva. I giudici hanno invece respinto la richiesta. La Suprema Corte ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il ruolo attivo svolto dall'indagato nell'organizzazione criminale, la sua rete sovralocale e la totale assenza di dissociazione rendono concreto e attuale il rischio di reiterazione del reato. Il semplice allontanamento territoriale e il controllo elettronico non bastano a neutralizzare la pericolosità sociale. L'Imputato resta quindi recluso in carcere e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari
L'Indagato, accusato di maltrattamenti in famiglia, estorsione e lesioni personali, ha richiesto la revoca o la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico. La difesa ha sostenuto l'incompatibilità carceraria tramite una perizia medica e la buona condotta intramuraria. I giudici di merito hanno respinto l'istanza evidenziando la spiccata pericolosità sociale del soggetto verso l'intera collettività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando l'Indagato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: furti e domiciliari negati
Un indagato per furti in abitazione seriali nel Nord Italia ha contestato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per tre episodi delittuosi. La difesa ha denunciato l'inattendibilità dei riconoscimenti visivi eseguiti dalla polizia giudiziaria, la carenza di motivazione del giudice e l'omessa concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il riconoscimento visivo operato dagli operanti di polizia sui filmati di videosorveglianza costituisce un grave indizio di colpevolezza. Inoltre, la sistematicità dei delitti e l'elevata professionalità criminosa giustificano appieno la custodia cautelare in carcere, escludendo automaticamente l'idoneità del controllo domiciliare elettronico. L'indagato resta detenuto e deve pagare le spese processuali insieme a tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furti in casa e custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari
L'Indagato, accusato di plurimi furti in abitazione commessi in varie regioni del Nord Italia insieme a complici, ha impugnato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa lamentava l'assenza di autonoma valutazione del giudice, contestava il riconoscimento basato principalmente su indumenti sequestrati e invocava i domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Gli ermellini hanno evidenziato la convergenza di plurimi riscontri indiziari, tra cui pedinamenti, tracciamenti GPS dell'auto usata per i colpi e immagini di videosorveglianza. Inoltre, la Corte ha ribadito che il giudizio di inidoneità degli arresti domiciliari esclude automaticamente l'efficacia del braccialetto elettronico, giustificando la permanenza della custodia cautelare in carcere a fronte della reiterazione dei reati e del concreto pericolo di fuga.
Continua »
Caporalato e custodia cautelare: dal cantiere al carcere
La vicenda riguarda un responsabile di cantiere indagato per caporalato su operai stranieri, impiegati senza riposi e con paghe inferiori ai limiti costituzionali, dietro minaccia di espulsione. Il Giudice disponeva la prigione preventiva. La difesa dell'indagato chiedeva i domiciliari con braccialetto elettronico, sostenendo la perdita dei poteri operativi per via del controllo giudiziario aziendale e smentendo il pericolo di fuga. La Corte di Cassazione ha confermato la misura carceraria. I giudici hanno chiarito che il legame tra caporalato e custodia cautelare è giustificato dal rischio concreto di espatrio improvviso e dai tentativi di intimidire gli operai già ascoltati dai magistrati.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: il tempo non cancella il pericolo
Un indagato ha contestato l'ordinanza del Tribunale della libertà che confermava la custodia cautelare in carcere per associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva che i fatti risalivano a circa tre anni prima, invocando l'assenza di attualità delle esigenze cautelari e l'idoneità degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il decorso del tempo non elimina automaticamente il pericolo di reiterazione se l'indagato mantiene legami criminali stabili e professionali. Il Tribunale ha escluso misure alternative per il pericolo concreto di contatti illeciti continui. L'indagato resta detenuto e deve pagare le spese del procedimento.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari per il narcotraffico
Un indagato, accusato di vertice in un'associazione armata per il narcotraffico internazionale, ha chiesto la sostituzione della misura restrittiva con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico fuori regione. Il Tribunale del Riesame ha respinto l'istanza e la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che la custodia cautelare in carcere resta indispensabile quando sussistono legami associativi solidi, l'uso di comunicazioni criptate e armi da guerra. Il tempo trascorso dai fatti e il mero trasferimento domiciliare non attenuano il pericolo di reiterazione.
Continua »
Concorso in rapina e difesa: confermati arresti domiciliari
Un uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di concorso in rapina aggravata e ricettazione di una vettura rubata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'indagato ha agevolato la fuga di un complice da una sala scommesse, bloccando la sicurezza e facendo da staffetta con la propria auto. La difesa ha sostenuto l'innocenza dell'uomo, affermando che egli fosse intervenuto solo per fermare un litigio e sottolineando la sua incensuratezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'indagato, confermando la misura cautelare. I giudici hanno chiarito che le immagini di videosorveglianza smentiscono la versione della difesa e che l'assenza di precedenti penali non impedisce l'applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Continua »
Custodia cautelare in estradizione: no al carcere automatico
L'Estradando è stato arrestato in Italia su mandato internazionale per reati gravi commessi all'estero. La Corte d'Appello ne ha confermato la custodia in carcere, ignorando la richiesta difensiva di concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L'Estradando ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'assenza di motivazione su tale istanza e l'eccessiva durata della detenzione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso in tema di custodia cautelare in estradizione. I giudici hanno chiarito che i tribunali devono sempre motivare espressamente perché il carcere sia l'unica misura idonea e non valutare superficialmente le alternative meno afflittive. L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo e motivato esame della richiesta difensiva.
Continua »
Spaccio di lieve entità: no ai sconti per i pusher organizzati
Le forze dell'ordine arrestano un giovane sorpreso a vendere cocaina in una nota piazza di spaccio. L'indagato ammette il fatto, precisando di operare con turni fissi per necessità economiche. Il giudice applica la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L'indagato propone ricorso per ottenere la qualificazione di spaccio di lieve entità, evidenziando la giovane età e l'incensuratezza. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'inserimento in una struttura organizzata esclude lo spaccio di lieve entità. Inoltre, la Cassazione non può riesaminare le prove valutate dai giudici di merito. Il ricorrente deve pagare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari con braccialetto
Un uomo ha tentato di uccidere la propria ex fidanzata aggredendola con un coltello per strada, ma l'intervento di un passante ha evitato la tragedia. La difesa dell'aggressore ha richiesto la sostituzione della misura restrittiva con gli arresti domiciliari muniti di controllo elettronico, evidenziando lo stato di incensuratezza dell'uomo e un asserito percorso di stabilità psicologica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la custodia cautelare in carcere. I giudici hanno stabilito che l'assenza di precedenti penali non esclude la pericolosità sociale, valutabile dalla violenza dell'aggressione. Inoltre, la tutela della persona offesa prevale se l'abitazione indicata resta territorialmente vicina alla vittima.
Continua »
Revoca della custodia cautelare: il pericolo blocca i domiciliari
L'Imputato, accusato di omicidio preterintenzionale e successivi reati di estorsione e atti persecutori ai danni della moglie, ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere per ottenere gli arresti domiciliari. La difesa ha sostenuto l'assenza del pericolo di fuga, facendo leva sulla presenza costante dell'uomo in città durante un periodo di libertà e denunciando la disparità di trattamento rispetto a un coimputato libero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la custodia cautelare. I giudici hanno evidenziato che la misura resta ampiamente giustificata: le intercettazioni dimostrano la volontà di espatriare e sussiste un grave pericolo di reiterazione di reati violenti verso la moglie, profilo non contestato dalla difesa.
Continua »
Principio della domanda cautelare: no a sanzioni d’ufficio
Un uomo indagato per maltrattamenti contro la moglie ha subito l'estensione dei divieti di avvicinamento e comunicazione anche ai figli minori, oltre all'obbligo di presentazione alla polizia. Il Giudice ha applicato tali limiti verso i figli senza che il Pubblico Ministero lo avesse richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato le restrizioni riguardanti i figli minori. Il giudice ha violato il principio della domanda cautelare, poiché non può applicare autonomamente misure protettive verso soggetti non indicati dall'accusa. Inoltre, la Suprema Corte ha disposto un nuovo esame sull'obbligo di firma, poiché l'indisponibilità del braccialetto elettronico richiede una valutazione personalizzata e proporzionata senza automatismi.
Continua »