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Art. 2745 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2745 Codice Civile

Privilegio crediti da garanzia pubblica: ammesso anche il garante
L'Ente di Garanzia ha pagato un debito a una banca dopo che quest'ultima ha attivato la garanzia pubblica concessa a favore di un'impresa, successivamente fallita. L'Ente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare con il rango di privilegio previsto per i sostegni pubblici. Il Tribunale ha respinto la richiesta, limitando il privilegio ai soli finanziamenti diretti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che il Privilegio crediti da garanzia pubblica spetta anche a chi ha prestato garanzie personali nell'ambito di interventi di sostegno alle imprese. La Corte ha chiarito che la nozione di finanziamento va interpretata in senso ampio, includendo le garanzie pubbliche che comportano lo stesso livello di rischio dei mutui diretti. Di conseguenza, il credito dell'Ente è stato ammesso al passivo in via privilegiata.
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Azione revocatoria: guida al fondo patrimoniale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'azione revocatoria esercitata contro la costituzione di un fondo patrimoniale. Il ricorrente sosteneva che la causa dovesse essere decisa da arbitri o dal tribunale delle imprese, ma la Corte ha chiarito che l'accertamento del credito ha natura incidentale rispetto alla tutela della garanzia patrimoniale. Viene ribadito che per esperire l'azione revocatoria non serve un credito certo e liquido, essendo sufficiente una semplice aspettativa di credito, anche se contestata in altre sedi.
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Coltivatore diretto: no al privilegio per le società
La Corte di Cassazione ha stabilito che il privilegio previsto dall'art. 2751 bis n. 4 c.c. per il coltivatore diretto non può essere esteso alle società agricole, anche se costituite in forma di società semplice. Il caso riguardava una società agricola che rivendicava la natura privilegiata del proprio credito in una procedura di concordato preventivo. La Suprema Corte ha chiarito che tale causa di prelazione è riservata esclusivamente alle persone fisiche, data la natura eccezionale delle norme sui privilegi che derogano alla par condicio creditorum. Nonostante la prevalenza del lavoro dei soci, la dimensione societaria e l'elevato volume d'affari sono stati ritenuti incompatibili con la figura del piccolo imprenditore agricolo tutelata dalla norma.
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Privilegio imposta sostitutiva: sì, secondo Cassazione
Una società in fallimento ha contestato il riconoscimento del privilegio speciale al credito vantato dall'Agenzia Fiscale per un'imposta sostitutiva sulla rivalutazione di beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura privilegiata del credito. La Corte ha stabilito che il privilegio sull'imposta sostitutiva è legittimo perché, pur essendo una tassa speciale, essa è funzionalmente assimilabile a un'imposta sul reddito, colpendo un elemento patrimoniale che confluisce nel reddito d'impresa. La decisione si basa su un'interpretazione estensiva dell'art. 2752 del codice civile, giustificata dalla medesima "causa del credito" rispetto alle imposte sul reddito tradizionali.
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Privilegio finanziamenti pubblici: esteso alla risoluzione
Una società finanziaria aveva concesso un finanziamento agevolato a un'impresa, poi fallita. La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del finanziamento gode del privilegio finanziamenti pubblici, che ne assicura il rimborso prioritario. La Corte ha chiarito che tale privilegio si applica non solo in caso di 'revoca' amministrativa del contributo, ma anche in caso di risoluzione del contratto per inadempimento, equiparando di fatto i due istituti ai fini della tutela del credito pubblico.
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