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Art. 27 Costituzione — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 27 Costituzione

Fermo amministrativo contributo: la prescrizione non basta a negarlo
Un'azienda agricola si vede negare un contributo pubblico a causa di un'indagine penale. Anche dopo l'estinzione del reato per prescrizione, l'ente erogatore mantiene il blocco dei fondi. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che la prescrizione penale non giustifica un diniego definitivo. Il fermo amministrativo del contributo pubblico è solo temporaneo. La fine del processo penale, anche senza assoluzione, obbliga il giudice civile a verificare autonomamente se le irregolarità contestate esistono davvero. La mancanza di una sentenza di assoluzione non può, da sola, impedire il pagamento.
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Espulsione e Misure Alternative: Diritto Sospeso per Straniero
Un cittadino straniero con permesso di soggiorno scaduto ha impugnato il suo decreto di espulsione. L'uomo sosteneva che l'allontanamento gli avrebbe impedito di accedere a una misura alternativa al carcere, richiesta per una precedente condanna. La Corte di Cassazione ha analizzato il complesso rapporto tra espulsione e misure alternative alla detenzione. Riconoscendo l'importanza della questione e il valore costituzionale della funzione rieducativa della pena, la Corte non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece ritenuto il caso meritevole di un esame più approfondito, rinviando la decisione a una pubblica udienza. L'esito finale è quindi sospeso.
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Espulsione amministrativa e misure alternative
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione amministrativa, confermando che tale provvedimento è legittimo anche se pende un'istanza per l'accesso a misure alternative alla detenzione. La sentenza sottolinea che l'espulsione amministrativa opera su un piano autonomo rispetto all'ordinamento penitenziario. Il coordinamento tra l'esigenza di allontanamento e la funzione rieducativa della pena è garantito dal meccanismo del nulla osta giudiziario, la cui eventuale mancanza non può essere invocata dallo straniero come vizio di invalidità del decreto prefettizio.
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Incandidabilità per infiltrazioni mafiose: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di incandidabilità per infiltrazioni mafiose a carico di un ex sindaco e di un ex assessore. La decisione si fonda sulla cattiva gestione della cosa pubblica, manifestatasi attraverso contatti con esponenti della criminalità locale e l'omessa esecuzione di ordinanze di demolizione di immobili abusivi riconducibili a clan mafiosi. La Corte ha ribadito che per la misura interdittiva non occorre una condanna penale, essendo sufficiente una condotta inefficiente o opaca che agevoli le consorterie.
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Incandidabilità amministratori locali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31040/2023, ha chiarito la natura della misura di incandidabilità per gli amministratori di enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose. Accogliendo il ricorso del Ministero dell'Interno, la Corte ha stabilito che l'incandidabilità amministratori locali non è una sanzione punitiva, ma una misura preventiva. Di conseguenza, non si applica il principio di irretroattività della legge penale. La norma da applicare è quella in vigore al momento dello scioglimento del consiglio comunale, anche se più severa rispetto a quella vigente all'epoca dei fatti contestati all'amministratore.
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Ascolto del minore: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24626/2023, ha rigettato il ricorso di un padre dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Il caso verteva sulla mancata audizione della figlia minore. La Corte ha chiarito che l'ascolto del minore infradodicenne non è un obbligo assoluto. Il giudice può motivatamente ometterlo se contrario all'interesse del bambino, ad esempio per evitare traumi, senza dover preventivamente valutare la sua capacità di discernimento.
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Garanzie soci cooperative: il regresso dello Stato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25344/2024, ha chiarito che lo Stato può esercitare il diritto di regresso nei confronti dei soci garanti di una cooperativa agricola insolvente, qualora questi abbiano contribuito al dissesto. La richiesta di accollo delle garanzie soci cooperative da parte dello Stato non preclude a quest'ultimo di agire per la ripetizione delle somme versate nei confronti dei soci ritenuti responsabili dell'insolvenza.
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Notifica decreto di espulsione: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un'espulsione. Il motivo è la mancata verifica sulla validità della notifica del decreto di espulsione. Se consegnato in semplice fotocopia, senza attestazione di conformità all'originale, l'atto è nullo. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per un nuovo esame.
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Ratio decidendi: appello inammissibile se non si impugna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una dichiarazione di fallimento. La ricorrente non ha impugnato una delle autonome ratio decidendi della sentenza d'appello, ovvero l'istanza di fallimento presentata anche dal Pubblico Ministero, che da sola era sufficiente a sorreggere la decisione.
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Espulsione e protezione internazionale: cosa succede?
Un cittadino straniero, colpito da un decreto di espulsione per pericolosità sociale, presentava domanda di asilo. Il Giudice di Pace confermava l'espulsione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione. Il principio affermato è che la successiva richiesta di asilo sospende l'efficacia del provvedimento di espulsione e protezione internazionale fino alla decisione definitiva sulla domanda, impedendo al giudice di pace una valutazione autonoma nel merito.
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Traduzione provvedimento espulsione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice di Pace che confermava un'espulsione. Il motivo è la mancata traduzione del provvedimento di espulsione nella lingua madre del cittadino straniero (arabo), essendo stata ritenuta insufficiente la versione in inglese in assenza di prova della sua comprensione. La Corte ha stabilito che l'amministrazione deve dimostrare l'impossibilità di tradurre nella lingua madre, ad esempio per la sua rarità, cosa non avvenuta nel caso di specie. Il caso è stato rinviato al Giudice di Pace per una nuova valutazione.
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Ricorso improcedibile: cosa succede se manca il deposito
Una società di servizi ha impugnato in Cassazione la sentenza che legittimava la riduzione del corrispettivo di un appalto da parte di un'azienda sanitaria. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, un adempimento formale inderogabile che impedisce l'esame del merito della controversia.
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Espulsione amministrativa e pena sospesa: la Cassazione
Un cittadino straniero, condannato penalmente ma con pena sospesa, ha impugnato il provvedimento di espulsione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo la piena autonomia dell'espulsione amministrativa rispetto alla pendenza di una pena. La Corte ha chiarito che la sospensione della pena, non implicando uno stato di detenzione, non osta all'esecuzione dell'espulsione disposta per ragioni di ordine pubblico.
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Lodo straniero: quando è contrario all’ordine pubblico?
Una società chimica otteneva un lodo straniero che condannava una società energetica a un ingente risarcimento per danni ambientali taciuti in una cessione d'azienda. La Cassazione, chiamata a pronunciarsi sull'opposizione al riconoscimento in Italia, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la valutazione della compatibilità di un lodo straniero con l'ordine pubblico è un controllo esterno, limitato al dispositivo della decisione, e non può mai trasformarsi in un riesame del merito, delle prove o della correttezza giuridica della decisione arbitrale.
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