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Art. 27 Codice della Crisi d'Impresa

Misure protettive CCII: la conferma del Tribunale
Il Tribunale di Roma ha confermato le misure protettive CCII per una società attiva nel settore della grande distribuzione, bloccando le azioni esecutive per 120 giorni. Il giudice ha ritenuto il piano di risanamento credibile, ma ha rigettato la richiesta di sospendere il pagamento delle rate fiscali, poiché tale effetto non può essere disposto per via cautelare giudiziaria.
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Liquidazione giudiziale: guida ai presupposti legali
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società commerciale insolvente. La decisione si fonda sull'accertamento di una debitoria erariale e previdenziale superiore a 30.000 euro e sulla mancata prova del possesso dei requisiti di non fallibilità da parte del debitore, confermando la legittimazione attiva del creditore e la competenza del tribunale.
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Liquidazione giudiziale: quando viene dichiarata?
Il Tribunale di Roma ha sancito l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore della telefonia. La decisione scaturisce dal ricorso del Pubblico Ministero, che ha evidenziato uno stato di insolvenza conclamato da un debito fiscale superiore a 1,4 milioni di euro e dall'assenza di bilanci depositati dal 2013.
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Liquidazione giudiziale: impresa agricola o commerciale?
La Corte d'Appello ha confermato la liquidazione giudiziale per una società che invocava lo status di impresa agricola. I giudici hanno rilevato la prevalenza dell'attività commerciale e un evidente stato di insolvenza causato da debiti non onorati e procedure esecutive pendenti.
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Composizione negoziata: accordo transattivo fisco
Il Tribunale ha autorizzato un accordo transattivo nell'ambito della composizione negoziata della crisi, permettendo a una società di estinguere il debito fiscale pagando il 53,33% del totale. La decisione si fonda sulla maggiore convenienza per l'Erario rispetto alla liquidazione giudiziale.
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Liquidazione controllata: la guida alla procedura
Il Tribunale ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per un debitore con un debito superiore a 3 milioni di euro derivante da garanzie e attività passate. La sentenza stabilisce un limite di mantenimento di 1.300 euro mensili, disponendo la liquidazione della nuda proprietà di un immobile e di parte dello stipendio per soddisfare i creditori.
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Liquidazione controllata: guida alla procedura
Il Tribunale di Ancona ha accolto il ricorso per l'apertura della liquidazione controllata presentato da una debitrice in stato di sovraindebitamento. La sentenza definisce i requisiti necessari per l'accesso alla procedura, nomina i professionisti incaricati e stabilisce la quota di reddito mensile non pignorabile destinata al mantenimento del nucleo familiare.
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Concordato preventivo: scontro sui termini e verdetto a sorpresa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto da una società in concordato preventivo. Inizialmente, il Tribunale di Reggio Emilia aveva concesso alla debitrice un termine per presentare la proposta di concordato preventivo. Successivamente, la Corte d'Appello aveva revocato tale termine, dichiarando l'incompetenza del tribunale originario a favore di quello di Bologna. Tuttavia, la Cassazione, con una precedente decisione sulla competenza, ha stabilito che il tribunale competente era proprio quello di Reggio Emilia. Di conseguenza, la revoca del termine è stata automaticamente annullata. La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese e stabilendo che non si applica il raddoppio del contributo unificato se l'inammissibilità non è originaria.
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Omologazione trasversale nel concordato preventivo
Il Tribunale di Brescia ha concesso l'omologazione trasversale per una società in crisi, nonostante il dissenso di alcune classi di creditori. La decisione si fonda sul rispetto dei requisiti previsti dal Codice della Crisi, garantendo ai creditori un soddisfacimento superiore rispetto alla liquidazione giudiziale.
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Liquidazione giudiziale: guida alla procedura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società che, inizialmente orientata verso il concordato semplificato, ha poi rinunciato a tale percorso. Verificato il superamento delle soglie dimensionali e lo stato di insolvenza, l'organo giudicante ha nominato un curatore e stabilito le tempistiche per l'esame dei crediti.
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Liquidazione giudiziale: presupposti e apertura
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale a carico di un imprenditore commerciale. La decisione si fonda sulla sussistenza dello stato di insolvenza, comprovato da debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inadempimenti verso creditori e fisco, e mancato deposito dei bilanci.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società insolvente che non ha presentato il piano di concordato nei termini stabiliti. La decisione è scaturita dall'accertamento di debiti tributari e previdenziali superiori alle soglie di legge e dall'ammissione della stessa debitrice circa l'impossibilità di risanamento.
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COMI e Sede Legale: la presunzione legale batte la realtà operativa
La Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda che contestava la competenza del tribunale nella sua procedura di liquidazione giudiziale. L'azienda sosteneva che il suo centro di interessi principali (COMI) non corrispondesse alla sede legale. I giudici hanno respinto il ricorso, riaffermando il principio della presunzione di coincidenza COMI e sede legale. Per superare questa presunzione, non basta affermare che la sede sia solo una formalità. La Corte ha stabilito che prove documentali, come i verbali di assemblea tenuti presso la sede legale, rafforzano la presunzione e rendono difficile dimostrare il contrario. L'azienda non è riuscita a fornire prove sufficientemente forti e concordanti per smentire la presunzione legale, perdendo così il ricorso.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale di Milano ha disposto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società cooperativa. La decisione si fonda sulla verifica dello stato di insolvenza, manifestato da ingenti debiti erariali, mancato deposito dei bilanci e infruttuosità dei pignoramenti, in conformità con il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
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Liquidazione giudiziale: l’apertura della procedura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di persone e del suo socio illimitatamente responsabile. La decisione è scaturita dall'accertamento di un'insolvenza strutturale, alimentata da un credito insoluto di oltre 170.000 euro e un'ingente esposizione verso l'Erario superiore ai 2 milioni di euro complessivi.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore del lavoro interinale. La decisione si fonda sull'accertamento della competenza territoriale basata sul COMI a Milano e sulla prova di un grave stato di insolvenza, manifestato da debiti tributari milionari e perdite d'esercizio strutturali.
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Competenza territoriale: trasferimento sede e crisi
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza territoriale sorto tra due tribunali in merito all'apertura di una procedura concorsuale. Una società aveva trasferito la propria sede legale meno di un anno prima del deposito della domanda di liquidazione. La Suprema Corte ha stabilito che il trasferimento della sede non rileva ai fini della competenza se avvenuto nell'anno antecedente alla domanda, confermando la competenza del tribunale della sede originaria per garantire la stabilità e la trasparenza delle procedure.
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Liquidazione giudiziale start-up: la sentenza
La Corte d'Appello di Torino ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale start-up verso una società che rivendicava lo status di impresa innovativa per evitare il fallimento. La decisione si fonda sulla perdita dei requisiti di legge, sul superamento del termine dei cinque anni e sulla manifesta insolvenza derivante da debiti bancari non onorati, nonostante la presunta esistenza di brevetti immateriali.
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Misure protettive: la conferma del Tribunale di Roma
Un'impresa del settore informatico, in grave difficoltà finanziaria, ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma la conferma delle misure protettive nell'ambito di una procedura di composizione negoziata della crisi. Il provvedimento, basato sul parere positivo dell'esperto nominato, ha concesso 120 giorni di tregua dalle azioni esecutive dei creditori. Il giudice ha verificato la sussistenza di tutti i presupposti di legge, sia procedurali che sostanziali, ritenendo il piano di risanamento sufficientemente fattibile e le misure indispensabili per la sua attuazione, salvaguardando così la continuità aziendale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, accertando uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda su debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inclusi un debito fiscale di oltre 200.000 euro, e l'incapacità strutturale dell'impresa di far fronte alle proprie obbligazioni. La sentenza conferma la competenza del Tribunale basata sul Centro degli interessi principali (COMI) dell'impresa.
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