L’omologazione trasversale nel concordato in continuità
L’omologazione trasversale rappresenta uno dei pilastri del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), consentendo il salvataggio di aziende anche a fronte dell’opposizione di una parte dei creditori. Questo strumento, noto anche come cramdown, è stato recentemente applicato dal Tribunale di Brescia in una complessa vicenda di ristrutturazione.
Il caso: una ristrutturazione in continuità indiretta
Una società commerciale ha presentato istanza di accesso al concordato preventivo, proponendo un piano basato sulla continuità aziendale indiretta. Il progetto prevedeva la cessione dell’intero complesso aziendale a un terzo acquirente, il realizzo dei crediti esistenti e l’apporto di finanza esterna da parte del socio unico.
L’obiettivo principale era il soddisfacimento dei creditori, suddivisi in 15 classi distinte, attraverso un mix di liquidità propria e risorse messe a disposizione dalla controllante. Tuttavia, durante la fase di voto, la proposta non ha ottenuto l’unanimità delle classi.
La decisione del Tribunale sulla omologazione trasversale
Nonostante il voto favorevole della maggioranza assoluta dei crediti (pari al 77,09%), ben 7 classi su 15 hanno espresso parere contrario. In tale scenario, la società debitrice ha invocato l’applicazione dell’articolo 112 del CCII, richiedendo l’intervento del Tribunale per superare il dissenso.
Il Collegio ha analizzato minuziosamente la sussistenza delle condizioni legali per procedere d’autorità. È stato verificato che il valore di liquidazione fosse distribuito secondo la regola della priorità assoluta e che i creditori dissenzienti non ricevessero meno di quanto avrebbero ottenuto in caso di liquidazione giudiziale dell’azienda.
Le motivazioni
Le motivazioni della sentenza risiedono nel rigoroso rispetto dei criteri di formazione delle classi e nella convenienza economica della proposta. Il Tribunale ha rilevato che le classi sono state formate secondo criteri omogenei (medesima natura del credito e grado di privilegio) e non artificiosi.
Inoltre, la presenza di finanza esterna ha permesso di offrire ai creditori chirografari e a quelli degradati una percentuale di soddisfacimento che, in caso di fallimento tradizionale, sarebbe stata pari a zero. Poiché almeno due delle classi favorevoli erano composte da creditori privilegiati, il requisito della maggioranza qualificata previsto dalla norma è stato considerato pienamente soddisfatto.
Le conclusioni
Le conclusioni tratte dal Tribunale portano all’omologazione definitiva del concordato. Il provvedimento conferma che l’interesse alla conservazione dei valori aziendali e al miglior soddisfacimento possibile dei creditori prevale sul dissenso di singole classi, purché siano rispettate le tutele minime di legge. Questo caso sottolinea l’importanza di una pianificazione finanziaria accurata e del corretto utilizzo delle risorse esterne per facilitare il superamento delle crisi d’impresa.
Quando il tribunale può approvare un concordato se i creditori sono contrari?
Il tribunale può ricorrere all’omologazione trasversale quando la maggioranza delle classi è favorevole, includendo almeno una classe di creditori privilegiati, e se il piano garantisce un trattamento migliore rispetto alla liquidazione fallimentare.
Cosa si intende per regola della priorità assoluta nel concordato?
Si tratta del principio per cui un credito di grado inferiore può essere soddisfatto solo dopo che i creditori di grado superiore sono stati pagati integralmente secondo l’ordine delle cause di prelazione.
Qual è il vantaggio della finanza esterna nel concordato preventivo?
L’apporto di risorse da parte di terzi o soci permette di aumentare le somme destinate ai creditori e può essere distribuito con maggiore libertà rispetto ai criteri ordinari, facilitando l’approvazione del piano.