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Art. 2668-ter Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2668-ter Codice Civile

Prescrizione ipoteca: la Cassazione al bivio decisivo
Un terzo proprietario di un immobile ipotecato si è rivolto alla Corte di Cassazione, sostenendo l'estinzione della procedura esecutiva e della garanzia reale. L'appellante ha eccepito la prescrizione dell'ipoteca per il decorso del termine ventennale, ritenendo non validamente interrotto. La Suprema Corte, rilevando un contrasto interpretativo all'interno della propria giurisprudenza sulla possibilità di interrompere tale termine, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza, sospendendo la decisione finale.
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Azione revocatoria: prova della scientia damni
La Corte di Cassazione si pronuncia su un'azione revocatoria, confermando che la consapevolezza del terzo di arrecare pregiudizio al creditore (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni, come i rapporti di parentela. Viene inoltre ribadito che il cessionario di un credito subentra negli effetti dell'azione revocatoria già intrapresa dal creditore originario. La Corte rigetta sia il ricorso principale della società beneficiaria dell'atto dispositivo, sia quello incidentale dei debitori, che contestavano l'esistenza del credito e la legittimazione del nuovo creditore.
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Partecipatio fraudis: prova e vincoli di parentela
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra un debitore e una società amministrata da un suo parente. Si stabilisce che la prova della 'partecipatio fraudis', cioè la consapevolezza dell'acquirente di danneggiare i creditori, può essere raggiunta attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui il legame di parentela. La Corte chiarisce anche che il nuovo creditore, a seguito di una cessione, acquisisce automaticamente il diritto di proseguire l'azione revocatoria iniziata dal cedente. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale dell'acquirente che quello incidentale del debitore.
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Rinnovazione Trascrizione Pignoramento: Stop Esecuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15241/2025, ha stabilito che la mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento entro 20 anni comporta l'improseguibilità dell'esecuzione immobiliare. Questa regola vale anche se il processo è stato sospeso o se vi è stata un'aggiudicazione provvisoria del bene. La sentenza sottolinea come la rinnovazione trascrizione pignoramento sia un onere inderogabile per il creditore, finalizzato a garantire la pubblicità e la certezza dei traffici giuridici immobiliari, la cui omissione determina l'estinzione dell'intera procedura.
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Rinnovo trascrizione pignoramento: guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15143/2025, ha stabilito che il mancato rinnovo della trascrizione del pignoramento immobiliare nel termine di vent'anni non causa solo la perdita di efficacia verso terzi, ma determina l'improcedibilità dell'intera procedura esecutiva. La Corte ha chiarito che la trascrizione è un elemento strutturale indispensabile per il perfezionamento del pignoramento. La sua inefficacia, dovuta al mancato rinnovo, rende impossibile proseguire l'azione esecutiva, obbligando il giudice a dichiararne la chiusura anticipata.
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