LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2668-bis Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2668-bis Codice Civile

Scioglimento Contratto Preliminare Fallimento: Trascrizione Inefficace se il Giudizio si Estingue
Un promissario acquirente aveva stipulato un contratto preliminare di vendita immobiliare e trascritto la domanda giudiziale per l'esecuzione in forma specifica. Il promittente venditore è poi fallito. Il curatore fallimentare ha esercitato il diritto di scioglimento del contratto preliminare fallimento. La domanda giudiziale del promissario acquirente si è estinta per mancata riassunzione contro il curatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del giudizio fa perdere l'efficacia prenotativa della trascrizione. Questo rende lo scioglimento del contratto da parte del curatore opponibile all'acquirente, il quale deve rilasciare l'immobile e pagare l'indennità di occupazione.
Continua »
Trascrizione della domanda giudiziale: tutela contro il fallimento
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di un appartamento. Il venditore non trasferisce l'immobile e l'acquirente promuove una causa civile per ottenere il trasferimento forzato della proprietà. L'acquirente provvede regolarmente alla trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari prima che la società venditrice fallisca. Dopo la dichiarazione di fallimento, la curatela fallimentare tenta di sciogliersi dal preliminare per trattenere l'immobile nella massa dei creditori. La Suprema Corte di Cassazione respinge il ricorso della curatela e conferma il trasferimento dell'immobile in favore dell'acquirente. L'originaria trascrizione della domanda giudiziale prevale infatti sui poteri del curatore fallimentare e salva l'acquisto dell'immobile.
Continua »
Responsabilità professionale dell’avvocato e mandato
Due clienti citano in giudizio il proprio difensore chiedendo il risarcimento del danno. Essi accusano il legale di non aver rinnovato la trascrizione tavolare di una domanda giudiziale entro il ventennio, impedendo il recupero di un immobile successivamente venduto a terzi. La domanda originaria era stata rigettata con sentenza definitiva, prima di essere ribaltata anni dopo con un giudizio di revocazione. La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta risarcitoria, escludendo ogni responsabilità professionale dell'avvocato. I giudici spiegano che la trascrizione perde efficacia automaticamente dopo il rigetto definitivo della causa e deve essere cancellata. Di conseguenza, il difensore non aveva alcun obbligo né titolo per rinnovare l'annotazione nei registri.
Continua »
Trasferimento coattivo dell’immobile e revoca socio
Un cittadino ha richiesto il trasferimento coattivo dell'immobile di edilizia residenziale pubblica precedentemente promesso da una cooperativa edilizia. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta del soggetto ordinando il passaggio di proprietà del bene. La cooperativa edilizia ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la perdita della qualità di socio da parte dell'acquirente, la mancata offerta del prezzo pattuito e l'inefficacia della trascrizione della domanda dopo venti anni. I giudici di legittimità hanno rilevato la complessità giuridica delle questioni sollevate e hanno stabilito che la vicenda non consente una decisione rapida in camera di consiglio. La Corte ha quindi disposto la trattazione del caso in pubblica udienza per un esame approfondito.
Continua »