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Art. 2657 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2657 Codice Civile

Vincolo di destinazione: obbligo del cancelliere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29824/2024, ha stabilito che il cancelliere non ha alcun obbligo giuridico di curare la trascrizione del vincolo di destinazione su un immobile, anche se previsto in un accordo di separazione coniugale. Il caso riguardava una coppia che, a seguito della mancata trascrizione, aveva subito l'aggressione del bene da parte dei creditori. La Suprema Corte ha chiarito che l'art. 2645-ter c.c. configura la trascrizione come una mera facoltà a carico della parte interessata a rendere il vincolo opponibile ai terzi, e non come un dovere del pubblico ufficiale, a differenza di quanto previsto da altre norme come l'art. 2671 c.c.
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Polizza fideiussoria autonoma: imposta di registro
Una società concessionaria per la riscossione di tributi otteneva un decreto ingiuntivo per escutere una polizza fideiussoria a garanzia di un debito fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro su tale decreto è dovuta. La motivazione risiede nella natura della polizza fideiussoria autonoma, che genera un'obbligazione indennitaria nuova e distinta dal debito tributario originario, non beneficiando quindi delle esenzioni previste per gli atti di riscossione.
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Trascrizione accettazione tacita eredità: imposte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20520/2024, ha stabilito che la trascrizione dell'accettazione tacita di eredità non beneficia del regime fiscale di favore previsto per gli atti di compravendita immobiliare. Anche se l'accettazione avviene tramite la vendita di un bene ereditato, la sua trascrizione è un adempimento fiscalmente autonomo e, pertanto, soggetto al pagamento dell'imposta ipotecaria e di bollo in misura fissa. La Corte ha chiarito che l'accettazione è un presupposto giuridico della vendita, non una sua conseguenza diretta, escludendola così dal perimetro delle esenzioni.
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Donazione in conciliazione giudiziale: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2360/2024, ha stabilito la nullità di una donazione immobiliare inserita in un verbale di conciliazione giudiziale. La Corte ha chiarito che, nonostante il verbale sia un atto pubblico, una donazione richiede requisiti di forma più stringenti, come la presenza di due testimoni, che non possono essere elusi. La decisione ha annullato l'accordo, invalidando la donazione fatta da una madre ai figli per mancanza della forma solenne prescritta dalla legge.
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