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Art. 2657 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2657 Codice Civile

Negoziazione assistita: accordo valido ma trascrizione negata
I coniugi sottoscrivono un accordo di negoziazione assistita per la loro separazione personale, prevedendo il trasferimento del 50% di un immobile dal marito alla moglie. Il Conservatore dei Registri Immobiliari rifiuta la trascrizione dell'accordo ritenendo necessaria l'autenticazione delle firme da parte di un pubblico ufficiale. Il Tribunale ordina la trascrizione, ma la Corte d'Appello accoglie il reclamo dell'Agenzia delle Entrate, confermando il rifiuto del Conservatore. I coniugi propongono ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso poiché il provvedimento di reclamo sulla trascrizione appartiene alla volontaria giurisdizione non contenziosa, privo di decisorietà e definitività, e le parti possono tutelare i propri diritti in un ordinario giudizio di cognizione.
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Privilegio speciale acquirente: la causa trascritta basta?
Un Promissario Acquirente versa un acconto per un immobile da una Cooperativa, che poi finisce in liquidazione. L'acquirente non aveva trascritto il contratto preliminare, ma, prima della liquidazione, aveva trascritto una domanda giudiziale per l'accertamento delle firme. La Cassazione è chiamata a decidere se questa trascrizione sia sufficiente a garantire il privilegio speciale promissario acquirente sul credito vantato. Riconoscendo che la questione è del tutto nuova e priva di precedenti, la Corte non decide ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. L'esito finale resta quindi in sospeso.
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Opposizione di terzo a usucapione: limiti e prova
Un soggetto ottiene una sentenza di usucapione su un immobile. Un terzo, sostenendo di essere il vero proprietario, propone con successo un'opposizione di terzo. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Si chiarisce che nell'opposizione di terzo a usucapione, il terzo opponente, in qualità di litisconsorte pretermesso, non è tenuto a fornire la rigorosa "probatio diabolica" richiesta nell'azione di rivendicazione, ma deve solo dimostrare la titolarità del suo diritto pregiudicato dalla sentenza.
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