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Art. 2596 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2596 Codice Civile

Recesso del socio cooperatore: il silenzio batte il divieto
Alcuni soci inviano la comunicazione di recesso a una cooperativa di trasporti. Il consiglio di amministrazione respinge la richiesta oltre il termine di legge di sessanta giorni. La cooperativa e i soci rimasti citano in giudizio gli usciti per presunta concorrenza sleale e sviamento di clientela, sostenendo l'inefficacia dell'uscita. La Suprema Corte respinge il ricorso della cooperativa e conferma la piena validità del recesso del socio cooperatore. Il termine di sessanta giorni concesso agli amministratori per esaminare la dichiarazione ha natura perentoria e decadenziale. L'inerzia del consiglio di amministrazione consolida definitivamente lo scioglimento del vincolo societario. I soci usciti vincono la causa e la cooperativa deve pagare le spese di lite.
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Indennità Suppletiva di Clientela: la Cassazione corregge i Giudici
Un'azienda mandante interrompeva il rapporto con il suo agente, il quale chiedeva il pagamento di diverse indennità, tra cui l'indennità suppletiva di clientela. I giudici di merito gliela negavano, ritenendo erroneamente che fosse un unico emolumento legato solo all'aumento di fatturato. L'agente si è rivolto alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che, secondo l'Accordo Economico Collettivo del 2002, l'indennità suppletiva di clientela si compone di due parti distinte: una calcolata sulle provvigioni globali e una, aggiuntiva, legata all'incremento degli affari. Confonderle è un errore. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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