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Art. 2562 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2562 Codice Civile

Clausola risolutiva espressa: morosità cancella l’acquisto
Un Ente Ecclesiastico concede in affitto un ramo d'azienda (uno stabilimento balneare) a una Società Affittuaria e stipula un preliminare di vendita con un Promissario Acquirente. A causa del mancato pagamento dei canoni, l'Ente attiva la clausola risolutiva espressa prevista nel contratto. La Società Affittuaria e il Promissario Acquirente chiedono i danni, lamentando ritardi burocratici e la presenza di amianto. Il Tribunale e la Corte d'Appello dichiarano risolto il contratto per morosità. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei conduttori: la risoluzione per inadempimento del contratto principale, tramite clausola risolutiva espressa, travolge anche il preliminare collegato. I ricorrenti vengono condannati a pagare le spese di giudizio.
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Tassazione accollo debiti: Fisco vince su affitto d’azienda
La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta tassazione dell'accollo di debiti in un contratto di affitto di ramo d'azienda. Una società aveva preso in affitto un'attività, accollandosi anche i debiti pregressi del proprietario. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento di un'imposta di registro separata per l'accollo, oltre a quella per l'affitto. La Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che, a differenza della vendita d'azienda, nell'affitto l'accollo dei debiti è una scelta volontaria e non una conseguenza necessaria del contratto. Pertanto, costituisce una disposizione autonoma che deve essere soggetta a tassazione separata, generando un maggiore onere fiscale.
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Cessione di Azienda e Debiti: Cliente non Paga la Nuova Società
Un'azienda cliente si oppone al pagamento di fatture per servizi pubblicitari a una nuova agenzia, subentrata alla precedente tramite affitto di ramo d'azienda. Il cliente sostiene che il debito, sorto prima del trasferimento, non sia stato trasferito alla nuova società. La Corte di Cassazione accoglie questa tesi, stabilendo un principio chiave sulla cessione di azienda e debiti: le parti possono escludere contrattualmente il trasferimento dei debiti anteriori. La Corte d'Appello aveva ignorato la clausola specifica del contratto di cessione che lasciava i debiti pregressi in capo alla vecchia società. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Cessazione materia contendere: caso e spese legali
Una società di ristorazione impugnava un avviso di accertamento TARI, sostenendo di non essere il soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione materia contendere, poiché il Comune aveva annullato in autotutela l'atto impositivo. Il Comune è stato condannato a pagare le spese legali in base al principio di soccombenza virtuale, avendo annullato l'atto prima di proporre il ricorso.
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Soggetto passivo TARI: chi paga in affitto d’azienda?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema del soggetto passivo TARI in un contratto di affitto d'azienda. Il caso vedeva contrapposti un Comune e una società di ristorazione operante all'interno di un circolo sportivo. Sebbene i giudici di merito avessero individuato nel circolo sportivo il soggetto passivo, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La ragione risiede nell'annullamento in autotutela dell'avviso di accertamento da parte del Comune, che ha determinato la cessazione della materia del contendere, chiudendo il caso prima di una decisione sul merito.
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Soggetto passivo TARI: chi paga in caso di affitto?
Una società che gestiva un ristorante all'interno di un circolo sportivo tramite un contratto di affitto di ramo d'azienda è stata ritenuta l'unico soggetto passivo TARI. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassa sui rifiuti, è irrilevante il controllo esercitato dal concedente sull'attività. Ciò che conta è la detenzione effettiva dei locali in cui vengono prodotti i rifiuti. Pertanto, spetta all'affittuario, in quanto detentore, pagare il tributo, e non al proprietario del complesso sportivo. La sentenza chiarisce che gli accordi contrattuali privati non possono modificare l'identità del soggetto passivo TARI nei confronti del Comune.
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