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Art. 2557 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2557 Codice Civile

Concorrenza sleale: illecito provato ma nessun risarcimento
Una proprietaria concede in affitto la propria azienda di mangimi e sementi. Durante il contratto, l'affittuario pubblicizza l'apertura di un proprio negozio concorrente nelle vicinanze, sfruttando i locali affittati e sviando i clienti. La proprietaria chiede il risarcimento per concorrenza sleale e perdita di avviamento. La Corte d'Appello rigetta la domanda per mancanza di prove sul danno concreto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Gli Ermellini confermano che, senza la prova dell'effettiva perdita economica e dello sviamento dei clienti, il giudice non può liquidare il danno in via equitativa né nominare un consulente tecnico d'ufficio. La proprietaria perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Divieto di concorrenza e cessione di quote sociali
La Suprema Corte affronta il tema dell'estensione del divieto di concorrenza ex art. 2557 c.c. alla cessione di quote sociali. Nel caso di specie, gli acquirenti di una società di ristorazione lamentavano la violazione del divieto da parte dei venditori, che avevano aperto un nuovo locale nelle vicinanze. Sebbene la giurisprudenza ammetta l'applicazione analogica della norma quando la cessione di quote realizza una sostituzione sostanziale dell'imprenditore, la decisione finale dipende dall'accertamento dell'idoneità della nuova impresa a sviare la clientela. La Corte ha confermato che tale valutazione è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, dichiarando inammissibile il ricorso poiché mirava a una revisione delle prove non consentita in sede di legittimità.
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