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Art. 2549 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2549 Codice Civile

Indennità di avviamento: nessun taglio per l’impresa familiare
Il caso riguarda il calcolo dell'indennità di avviamento dovuta al gestore uscente di una farmacia, organizzata come impresa familiare. Il nuovo gestore sosteneva che dal reddito imponibile utile al calcolo dell'indennità si dovesse sottrarre la quota spettante alla moglie del titolare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del gestore uscente, stabilendo che per l'impresa familiare non è ammessa alcuna deduzione dal reddito complessivo per il lavoro svolto dai familiari. L'indennità di avviamento deve quindi essere calcolata sulla somma totale degli utili spettanti a tutti i componenti dell'impresa, senza decurtazioni. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Associazione in partecipazione: tra autonomia e lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la trasformazione di un contratto di associazione in partecipazione in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il caso riguardava un autotrasportatore che, pur essendo formalmente inquadrato come associato, operava sotto lo stretto controllo di una società di logistica. I giudici hanno rilevato il superamento del limite legale di tre associati per la medesima attività, previsto dall'articolo 2549 del Codice Civile dopo la riforma del 2012. Inoltre, per il periodo precedente, sono emersi chiari indici di subordinazione: il lavoratore utilizzava mezzi aziendali, riceveva ordini quotidiani su turni e consegne e percepiva un compenso fisso senza partecipare al rischio d'impresa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando la natura elusiva del contratto utilizzato per mascherare una prestazione dipendente.
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