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Art. 252 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 252 Codice di Procedura Penale

Sequestro probatorio: quando la polizia non deve convalidarlo
L'Indagato, sottoposto a indagini per frode informatica e associazione a delinquere, ha impugnato il sequestro di un telefono cellulare e di carte di credito eseguito dalla polizia giudiziaria. Egli lamentava la mancata convalida del provvedimento e un difetto di motivazione sull'urgenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il sequestro probatorio eseguito dalla polizia in forza di un decreto di perquisizione del Pubblico Ministero non necessita di convalida se i beni da apprendere sono già chiaramente individuati nel decreto stesso. Nel caso specifico, i dispositivi e le carte erano esplicitamente indicati come fonti di prova. Di conseguenza, l'Indagato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Definitività della confisca: addio al riesame del sequestro
Il Tribunale di Milano dichiarava inammissibile l'appello de L'Imputato contro il rigetto del dissequestro di alcuni orologi e somme di denaro, originariamente sottoposti a sequestro probatorio. L'Imputato ricorreva in Cassazione sostenendo l'illegittimità del vincolo. Nel frattempo, la condanna principale con la relativa misura ablatoria diventava irrevocabile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la definitività della confisca esclude qualsiasi potere del giudice di riesaminare il sequestro in sede cautelare. Tale facoltà permane solo se la pronuncia di merito non è ancora definitiva. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Domanda ultratardiva: sequestro penale non salva il creditore
Una società creditrice ha presentato una domanda ultratardiva per recuperare un proprio impianto industriale dal fallimento di un'altra azienda. La società ha giustificato il ritardo di anni con la scusa che l'impianto era sotto sequestro penale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Secondo i giudici, il sequestro non costituiva una 'causa non imputabile' che impedisse di agire. La società era a conoscenza del fallimento da tempo e avrebbe dovuto presentare la domanda tempestivamente, anche con riserva, per tutelare i propri diritti. Il ritardo è stato quindi considerato colpevole, con la conseguente perdita del diritto a riavere il bene.
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Opposizione sequestro probatorio: l’udienza è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari che aveva respinto un'istanza contro un sequestro senza fissare un'udienza. La sentenza ribadisce che in caso di opposizione sequestro probatorio, la procedura in camera di consiglio, che garantisce il contraddittorio, è obbligatoria per legge e non può essere omessa.
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