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Art. 252 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 252 Codice di Procedura Civile

Onere della prova: assegno e inventario non bastano
La Corte di Cassazione ha stabilito che un assegno postdatato e la sua menzione nell'inventario dell'eredità del presunto debitore non sono sufficienti per invertire l'onere della prova. Il creditore deve sempre dimostrare il fondamento della sua pretesa, ovvero la legittimità del possesso del titolo e l'esistenza del rapporto sottostante, specialmente se tali elementi sono contestati. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che spetta a chi agisce in giudizio fornire la prova completa del proprio diritto.
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Prova del credito: testimoni più forti di fatture?
Una debitrice si oppone a un decreto ingiuntivo contestando l'irregolarità formale delle fatture. I tribunali di merito, tuttavia, confermano il debito basandosi sulla prova del credito fornita da testimoni. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso finale, stabilendo che la valutazione dell'attendibilità delle testimonianze spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità. La decisione ribadisce inoltre le regole procedurali per contestare la capacità di un testimone.
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Usucapione e preliminare: quando non basta la detenzione
Una famiglia ha occupato un appartamento per decenni sulla base di un contratto preliminare di vendita del 1981. Avviata una causa per ottenere la proprietà tramite usucapione, la Corte di Cassazione ha respinto la domanda. La sentenza chiarisce che un contratto preliminare, anche con consegna anticipata dell'immobile, conferisce solo la detenzione e non il possesso utile per l'usucapione, poiché chi occupa è consapevole dell'altruità del bene. Per l'usucapione sarebbe stata necessaria la prova di un atto di interversione del possesso, mai avvenuta.
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Prova testimoniale appalto: la Cassazione decide
Una società edile ha citato in giudizio un'immobiliare per il saldo di un contratto di appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, basandosi sulla prova testimoniale, ha ritenuto valido un prezzo a corpo inferiore a quello richiesto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando come il contratto d'appalto non richieda la forma scritta e come la valutazione dell'ammissibilità e attendibilità della prova testimoniale appalto rientri nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Spese infrastrutturali: quando non spetta il rimborso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che chiedeva la restituzione di somme versate a una ditta costruttrice a titolo di spese infrastrutturali per l'allaccio idrico. La decisione si fonda sulla mancanza di una prova certa e inequivocabile del pagamento e della sua causale, sottolineando che il giudice di merito ha correttamente valutato l'inattendibilità di alcune testimonianze e la genericità delle prove documentali fornite.
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