Un blogger accusa una banca di credito cooperativo di non aver aiutato la comunità durante la pandemia, preferendo pagare alti compensi ai dirigenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la relazione tra diffamazione e diritto di critica si spezza quando i fatti sono falsi. Il diritto di critica non si applica se chi accusa non verifica la verità delle sue fonti, specialmente se anonime. Affermare il falso, come l'assenza di contributi in realtà erogati, costituisce una grave lesione della reputazione, soprattutto per un ente con scopi sociali. La Corte ha quindi annullato l'assoluzione del blogger, rinviando il caso a un nuovo giudice.
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