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Art. 2501-bis Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2501-bis Codice Civile

Revoca del concordato preventivo: allegati insufficienti
Una società della grande distribuzione ha richiesto l'ammissione alla procedura di concordato preventivo, omettendo di descrivere chiaramente nella proposta un'operazione di leveraged buy-out (fusione per indebitamento) da 28 milioni di euro. Il debito dei soci era stato trasferito sulla società e garantito da ipoteca. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'omissione irrilevante poiché il contratto di mutuo era allegato ai documenti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Amministrazione Straordinaria, stabilendo che la mera allegazione di un documento non sana una descrizione incompleta o ingannevole. La revoca del concordato preventivo è legittima se le informazioni fornite sono inadeguate a garantire il consenso informato dei creditori, a prescindere dall'effettivo danno. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Abuso del diritto: la Cassazione frena le pretese del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società un'operazione di acquisizione con indebitamento (leveraged buy-out) seguita da fusione inversa, ritenendola un'ipotesi di abuso del diritto per via dello spostamento dei debiti di acquisto sulla società acquisita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che queste operazioni straordinarie non costituiscono di per sé un abuso del diritto se sono giustificate da valide ragioni economiche e organizzative, come la ristrutturazione aziendale o il cambio di assetto proprietario. Nel caso specifico, l'operazione mirava a riorganizzare la gestione della società target, escludendo così finalità esclusivamente elusive. Di conseguenza, il Fisco ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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