LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2426 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 2426 Codice Civile

Contratto e bancarotta: quando è nullo l’accordo?
Una società in amministrazione straordinaria ha contestato la validità di contratti di locazione, sostenendo che facessero parte di un'operazione di bancarotta fraudolenta. La Corte di Cassazione, pur ribadendo che gli atti costitutivi del reato di bancarotta per distrazione sono civilmente nulli, ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che l'accertamento del collegamento fattuale tra il singolo contratto e l'operazione distrattiva è una valutazione di merito, non sindacabile in sede di legittimità, confermando la decisione del tribunale che aveva escluso tale collegamento nel caso specifico.
Continua »
Nullità del contratto: quando è reato? Spiegato
Una società in amministrazione straordinaria ha contestato la validità di un contratto di locazione, sostenendo che fosse parte di uno schema fraudolento e quindi nullo. La Corte di Cassazione, pur correggendo il ragionamento giuridico del tribunale di merito e affermando che un contratto che integra un reato (come la bancarotta fraudolenta) è effettivamente soggetto alla nullità del contratto, ha tuttavia respinto il ricorso. La decisione si è fondata sull'accertamento di fatto del giudice di merito — insindacabile in sede di legittimità — secondo cui il contratto di locazione era un atto indipendente e non funzionalmente collegato all'operazione fraudolenta contestata.
Continua »
Nullità contratto distrazione patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla nullità del contratto per distrazione patrimoniale. Un contratto che integra il reato di bancarotta fraudolenta è nullo per violazione di norme imperative. Nel caso specifico, una società in amministrazione straordinaria contestava la validità di un contratto di locazione, ritenendolo parte di una più ampia operazione distrattiva. Sebbene la Corte abbia corretto la motivazione del giudice di merito, ha rigettato il ricorso perché non è stato provato il collegamento funzionale tra la distrazione degli immobili e il successivo contratto di locazione, il quale è stato ritenuto un atto separato e non uno strumento della distrazione stessa.
Continua »
Ricorso cassazione inammissibile: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile perché proposto congiuntamente contro la sentenza di primo grado e l'ordinanza di inammissibilità dell'appello, senza una trattazione separata delle censure. Il caso riguardava la richiesta di liquidazione di una quota societaria con valore negativo. La Corte ha ribadito la necessità di specificità dei motivi e di distinguere le critiche mosse a ciascun provvedimento, pena l'inidoneità del ricorso a raggiungere il suo scopo.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Una società dichiarata fallita dopo il rigetto del suo piano di concordato preventivo si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori. I motivi principali includono l'errata impugnazione, l'incapacità di cogliere la ratio decidendi della sentenza d'appello e la presentazione di censure di merito non ammesse in sede di legittimità. La Corte ribadisce che la proposta di concordato costituisce un'ammissione dello stato di insolvenza.
Continua »
Mutuo fondiario: non è nullo se supera i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio cruciale in materia di mutuo fondiario. Un istituto di credito aveva concesso un finanziamento a una società, poi fallita, superando il limite di finanziabilità previsto dalla legge. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il contratto. La Suprema Corte, allineandosi a una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha cassato la decisione, affermando che il superamento di tale limite non comporta la nullità del contratto di mutuo fondiario, bensì una violazione di norme di condotta che non incide sulla validità del rapporto. La Corte ha inoltre affrontato la questione della correttezza del bilancio ai fini della valutazione della situazione patrimoniale della società fallita.
Continua »
Legittimazione pubblico ministero e fallimento S.r.l.
La Corte di Cassazione conferma la sentenza di fallimento di una S.r.l., chiarendo i presupposti della legittimazione del pubblico ministero a presentare l'istanza. L'ordinanza stabilisce che è sufficiente che il P.M. abbia appreso la notizia dello stato di insolvenza (notitia decoctionis) nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali, come nel corso di indagini penali. Inoltre, ribadisce che una società commerciale è sempre soggetta a fallimento, indipendentemente dall'effettivo svolgimento di un'attività, e che lo stato di insolvenza consiste nell'incapacità di adempiere regolarmente alle obbligazioni con mezzi normali.
Continua »
Valutazione attivo fallimentare: cosa conta?
Una società immobiliare ha contestato la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo che il suo patrimonio fosse inferiore alla soglia legale a causa della svalutazione di un immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la valutazione attivo fallimentare, ai fini della verifica dei presupposti di fallibilità, deve basarsi sul criterio contabile del costo storico iscritto in bilancio, e non sul valore di mercato attuale del bene.
Continua »
Contratto distrattivo: nullità e frode ai creditori
La Corte di Cassazione esamina il caso di un contratto di locazione ritenuto parte di un'operazione di distrazione patrimoniale ai danni di una società poi finita in amministrazione straordinaria. Pur correggendo la motivazione del giudice di merito, la Corte rigetta il ricorso, chiarendo che un contratto distrattivo, se integra il reato di bancarotta fraudolenta, è nullo per violazione di norme imperative. Tuttavia, la decisione si fonda sulla non censurabilità dell'accertamento di fatto del tribunale, che aveva escluso il collegamento funzionale tra il contratto e le precedenti operazioni societarie distrattive.
Continua »
Credito in contenzioso: la valutazione nel fallimento
Una società in liquidazione, dichiarata fallita dal Tribunale, ha impugnato la decisione sostenendo la propria solvenza sulla base di un ingente credito in contenzioso derivante da un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, ai fini della valutazione dello stato di insolvenza, il giudice di merito deve effettuare un'analisi prudenziale e concreta degli attivi, inclusi i crediti contestati. La valutazione sulla verosimile infondatezza del credito in contenzioso costituisce un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, confermando così la dichiarazione di fallimento basata sull'incertezza del principale asset patrimoniale della società.
Continua »