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Art. 2425 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 2425 Codice Civile

Notifica accertamento società: a chi va consegnato?
Una società e il suo socio impugnano due avvisi di accertamento. La società lamenta un vizio di notifica, poiché l'atto non è stato consegnato al legale rappresentante in carica nell'anno d'imposta oggetto di verifica. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, affermando che la notifica accertamento società è valida se effettuata presso la sede sociale e nelle mani del legale rappresentante 'pro tempore', ovvero quello in carica al momento della notifica stessa. Di conseguenza, il ricorso del socio, legato a quello della società, viene dichiarato inammissibile.
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Società a ristretta base: utili presunti ai soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio, confermando la legittimità di un accertamento fiscale per costi indeducibili derivanti da operazioni inesistenti. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la presunzione di distribuzione degli utili in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. Inoltre, ha chiarito che gli "utili extracontabili" presunti distribuiti includono non solo i maggiori ricavi, ma anche i costi disconosciuti, in quanto rappresentano una maggiore disponibilità di risorse.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale per motivazione apparente. La decisione del giudice d'appello è stata ritenuta palesemente contraddittoria e illogica, in quanto, pur accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha determinato un imponibile inferiore a quello del primo grado e non ha chiarito il metodo di accertamento utilizzato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Plusvalenze IRAP: non tassabili in liquidazione
Un consorzio in liquidazione coatta amministrativa ha subito un accertamento fiscale per IRAP su plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che le plusvalenze IRAP non sono imponibili se le operazioni rientrano nella mera attività liquidatoria, finalizzata a soddisfare i creditori, e non nell'ambito di un "esercizio provvisorio" dell'attività d'impresa, poiché manca il presupposto dell'esercizio abituale di un'attività organizzata.
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Riporto perdite fusione: il test di vitalità è cruciale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1715/2025, ha stabilito principi fondamentali in materia di riporto perdite fusione con effetti fiscali retroattivi. La Corte ha chiarito che il 'test di vitalità', necessario per trasferire le perdite fiscali, deve essere superato non solo per l'esercizio precedente alla fusione, ma anche per il periodo interinale tra l'inizio dell'anno fiscale e la data di efficacia dell'operazione. Il mancato superamento di questo test impedisce il riporto delle perdite. La sentenza ha inoltre affrontato la deducibilità delle perdite su crediti verso debitori in procedura concorsuale, confermando una maggiore flessibilità temporale per il creditore.
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Avviso di accertamento: quando è valido senza PVC?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 2469/2025, ha stabilito che un avviso di accertamento è legittimo anche se non allega il Processo Verbale di Constatazione (PVC) a cui fa riferimento, a condizione che il contribuente ne abbia avuto piena conoscenza. Nel caso di specie, i soci di una società avevano impugnato un accertamento fiscale sostenendo la violazione del diritto di difesa. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la presenza del contribuente durante la redazione del verbale sana la mancata allegazione. Inoltre, ha confermato la distinzione tra poste economiche e finanziarie, ritenendo indeducibili i costi per l'estinzione di mutui a fronte dei ricavi ottenuti dalla vendita di un immobile.
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Rottamazione-quater e cause pendenti: la Cassazione
Una società contesta avvisi di accertamento fiscale, ma durante il giudizio in Cassazione aderisce alla rottamazione-quater. La Corte Suprema, di fronte alla questione se tale adesione estingua il processo, decide di sospendere il giudizio in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite, creando un importante precedente procedurale.
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Base imponibile IRAP: la derivazione dal bilancio
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i criteri per la determinazione della base imponibile IRAP. La Corte ha stabilito che, per le società di capitali, vige il principio di derivazione dal conto economico. Pertanto, un costo correttamente imputato a bilancio secondo i principi civilistici è deducibile, anche se la sua manifestazione finanziaria (es. fattura) si riferisce a un esercizio precedente. L'ordinanza ribadisce che il concetto di inerenza dei costi ai fini IRAP va valutato secondo le norme civilistiche e non quelle, più restrittive, previste per l'IRES. La decisione ha accolto il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, annullando l'avviso di accertamento.
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Deducibilità interessi passivi: Guida alla sentenza
Una società immobiliare si è vista negare la deduzione integrale degli interessi passivi su un finanziamento per la costruzione di immobili. La Corte di Cassazione ha confermato che, per ottenere la piena deducibilità, tali interessi devono essere chiaramente capitalizzati nel valore delle rimanenze di magazzino, come previsto dall'art. 110 del TUIR. In assenza di una corretta e trasparente contabilizzazione, si applicano i limiti di deducibilità più restrittivi previsti dall'art. 96 del TUIR.
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