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Art. 2421 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2421 Codice Civile

Liquidazione della quota di recesso: soci perdono contro la società
I Soci Recedenti hanno impugnato la determinazione del valore delle proprie quote sociali effettuata dopo il loro recesso da una società a responsabilità limitata. I soci sostenevano di possedere una quota maggiore rispetto a quella accertata e contestavano la valutazione del patrimonio netto aziendale operata dal Consulente Tecnico d'Ufficio, che aveva considerato anche i carichi fiscali futuri. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei soci. I giudici hanno confermato che la percentuale di partecipazione era stata correttamente rideterminata a seguito di una delibera assembleare mai impugnata. Inoltre, la stima del patrimonio netto per la liquidazione della quota di recesso deve basarsi sul valore di mercato reale dei beni, includendo le rettifiche fiscali necessarie. Vince La Società, con condanna dei ricorrenti alle spese.
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Deducibilità TFM amministratore: Fisco contesta, l’Azienda sceglie la Pace Fiscale
Un'azienda si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate la piena deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) del proprio amministratore. Secondo il Fisco, l'importo deducibile andava limitato applicando le regole previste per il TFR dei dipendenti. La controversia è giunta in Cassazione, ma i giudici non hanno deciso nel merito la questione sulla deducibilità TFM amministratore. Il processo è stato dichiarato estinto perché, nel frattempo, l'azienda ha aderito a una 'pace fiscale', sanando la propria posizione e chiudendo la lite. La questione di diritto resta quindi irrisolta in questa sede.
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Omessa dichiarazione: valore delle note di credito
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imprenditore condannato per omessa dichiarazione fiscale. La condanna si basava su accertamenti induttivi dell'Agenzia delle Entrate che non tenevano conto di alcune note di credito prodotte dalla difesa. I giudici di merito avevano rigettato tali documenti perché privi di vidimazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, rilevando che la legge non impone la vidimazione per le note di credito e che il giudice penale non può ignorare prove documentali basandosi su requisiti formali inesistenti.
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Bancarotta semplice: quando la colpa è sufficiente?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta semplice documentale. Il reato sussiste per la sola mancata tenuta dei libri contabili, a prescindere dall'inattività della società o dalla conoscenza della sentenza di fallimento. È sufficiente la colpa.
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