LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 240 Codice Penale — Anno 2022

Pagina 19 di 19

Altri anni per Art. 240 Codice Penale

Confisca nel patteggiamento: sì alla pena, salvo il denaro
Il GIP del Tribunale di Genova applicava all'Imputato la pena concordata per reati di droga, disponendo anche la confisca del denaro sequestrato. L'Imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando l'assenza di motivazione sulla provenienza lecita di parte del denaro e sulla sproporzione della misura. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla misura patrimoniale. I giudici hanno stabilito che la confisca nel patteggiamento, se non concordata dalle parti, richiede una motivazione reale e non apparente sulle ragioni di fatto e di diritto che giustificano l'espropriazione. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla confisca del denaro.
Continua »
Confisca facoltativa: quando il patteggiamento non basta
Il Tribunale applicava all'Imputato, tramite patteggiamento, la pena di quattro anni di reclusione per detenzione di stupefacenti, disponendo l'espulsione dall'Italia e la confisca di denaro e telefoni. L'Imputato ricorreva in Cassazione lamentando l'assenza di motivazione su tali misure. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che anche nel patteggiamento il giudice deve motivare la confisca facoltativa di beni non direttamente legati alla cessione di droga e valutare in concreto la pericolosità sociale per l'espulsione. La sentenza è stata annullata limitatamente a queste statuizioni con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Confisca per equivalente: legittima anche se restituisci il maltolto
Due soggetti concordano una pena per usura tramite patteggiamento. Il Tribunale dispone anche la confisca dei loro beni. Gli imputati ricorrono in Cassazione contestando la misura. La Suprema Corte rigetta il ricorso del primo imputato, condannato a una pena superiore a due anni, stabilendo che la restituzione del denaro alla vittima non esclude la confisca per equivalente, poiché risarcimento e sanzione dello Stato hanno finalità diverse. Al contrario, accoglie il ricorso del secondo imputato, condannato a una pena inferiore a due anni. Per quest'ultimo, infatti, la legge vieta la confisca per equivalente in caso di patteggiamento sotto i due anni, ammettendo solo quella diretta. La sentenza nei suoi confronti viene quindi annullata con rinvio.
Continua »
Bancarotta fraudolenta per distrazione: finta vendita e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione a carico dell'ex amministratore di una società e di due complici. Gli imputati avevano sottratto beni aziendali, tra cui un immobile di pregio venduto con un contratto simulato senza effettivo pagamento, merci di magazzino, diritti sul marchio e ingenti somme di denaro in contanti. La Suprema Corte ha chiarito che costituisce distrazione qualsiasi atto che svuoti il patrimonio aziendale privandolo della sua funzione di garanzia per i creditori. Inoltre, i giudici hanno stabilito che l'ex amministratore non ha il diritto di opporsi alla confisca dell'immobile sottratto, poiché tale potere spetta unicamente al curatore fallimentare per tutelare la massa dei creditori. Di conseguenza, i ricorsi sono stati rigettati.
Continua »
Confisca del denaro: patteggiamento valido ma il sequestro salta
L'Imputato ha concordato una pena per spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice ha disposto la confisca del denaro trovato in suo possesso senza motivare il legame tra la somma e l'attività illecita. L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla confisca del denaro, stabilendo che il giudice non può ordinare il sequestro definitivo di somme senza dimostrare un nesso di pertinenzialità (legame di derivazione o strumentalità) con il reato. La sentenza è stata annullata sul punto con rinvio al Tribunale per un nuovo esame, mentre la condanna principale è stata confermata.
Continua »
Caccia con mezzi vietati: condannato ma il fucile resta suo
Un cacciatore è stato condannato per il reato di caccia con mezzi vietati, avendo utilizzato un richiamo acustico vietato per attirare volatili. Oltre all'ammenda, il Tribunale aveva disposto la confisca del fucile. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del cacciatore, ritenendo provato l'uso del dispositivo acustico udito dalle guardie volontarie. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso contro la confisca dell'arma. Secondo la Cassazione, la legge speciale sulla caccia prevale sulla norma generale del codice penale e non consente la confisca del fucile per questa specifica violazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla confisca, restituendo l'arma al cacciatore ma confermando la sanzione pecuniaria.
Continua »
Confisca facoltativa: no al sequestro di beni per soli sospetti
Il G.I.P. di Torino applicava all'Imputato la pena concordata per detenzione di stupefacenti di lieve entit, ordinando la confisca di 130 euro e di un telefono cellulare. L'Imputato proponeva ricorso in Cassazione contestando la legittimit della misura. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca facoltativa richiede la prova di un concreto nesso di pertinenzialit tra i beni e il reato contestato. Per il denaro, non basta la mancanza di lavoro per presumere l'origine illecita; per il telefono, occorre dimostrare un effettivo asservimento strumentale al reato e non un uso occasionale. La Corte ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento di confisca, disponendo la restituzione dei beni.
Continua »
Confisca del denaro: no al sequestro automatico senza prove
Il G.i.p. applicava all'Imputato la pena concordata per reati di droga di lieve entità, ordinando la confisca e la distruzione di tutto quanto sequestrato, compresa una somma di denaro. L'Imputato ricorreva in Cassazione contestando la mancanza di prove sul legame tra il denaro e lo spaccio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca del denaro richiede un nesso di pertinenzialità specifico con il reato contestato. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla confisca del denaro, rinviando al Tribunale per un nuovo giudizio.
Continua »