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Art. 24 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 24 Codice Penale

Decreto penale di condanna nullo se l’imputato non può pagare
La Procura della Repubblica ha chiesto l'emissione di un decreto penale di condanna con sanzione pecuniaria di 18.000 euro contro una persona accusata di indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha respinto la richiesta, rilevando l'impossibilità economica dell'imputata di pagare la multa. Il Pubblico Ministero ha impugnato il diniego in Cassazione, denunciando l'abnormità della decisione e l'invasione delle proprie scelte processuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice ha il potere-dovere di verificare la sostenibilità economica della pena convertita ai sensi dell'art. 459 c.p.p., evitando provvedimenti ineseguibili.
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Interpretazione intercettazioni: la Cassazione decide
Un gruppo di individui ha impugnato in Cassazione una condanna per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, basata in larga parte sull'interpretazione di intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi, ribadendo che l'interpretazione delle intercettazioni spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, salvo il caso di manifesta illogicità. La sentenza chiarisce inoltre i criteri per distinguere l'associazione dal semplice concorso di persone e conferma la validità probatoria delle annotazioni di polizia nel rito abbreviato, correggendo solo un errore di calcolo sulla pena pecuniaria di uno degli imputati.
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