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Art. 24 Codice Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 24 Codice Penale

Decreto penale di condanna nullo se l’imputato non può pagare
La Procura della Repubblica ha chiesto l'emissione di un decreto penale di condanna con sanzione pecuniaria di 18.000 euro contro una persona accusata di indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha respinto la richiesta, rilevando l'impossibilità economica dell'imputata di pagare la multa. Il Pubblico Ministero ha impugnato il diniego in Cassazione, denunciando l'abnormità della decisione e l'invasione delle proprie scelte processuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice ha il potere-dovere di verificare la sostenibilità economica della pena convertita ai sensi dell'art. 459 c.p.p., evitando provvedimenti ineseguibili.
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Immigrazione clandestina: legittima la multa senza limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per il reato di immigrazione clandestina, avendo favorito l'ingresso illegale in Italia di 56 migranti. La difesa contestava l'utilizzabilità delle dichiarazioni dei migranti, raccolte senza l'assistenza di un difensore, e l'entità della multa inflitta, superiore ai limiti ordinari. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni dei migranti soccorsi in mare hanno natura testimoniale e sono pienamente utilizzabili. Inoltre, la Suprema Corte ha confermato che le pene pecuniarie proporzionali, come quella applicata nel caso di specie per ciascun passeggero trasportato, non sono soggette al limite massimo di cinquantamila euro previsto dal codice penale. Di conseguenza, la condanna a oltre quattro anni di reclusione e a una multa di oltre novecentomila euro è stata confermata in via definitiva.
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