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Art. 24 Codice Penale — Sezione Quinta Penale

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Pena illegale: condanna per minaccia confermata ma multa ridotta
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imputata condannata per il reato di minaccia continuata ai danni di una persona offesa. Sebbene i motivi di ricorso sulla colpevolezza fossero inammissibili, i giudici hanno rilevato d'ufficio la presenza di una pena illegale. Al momento del fatto, nel 2010, il limite massimo della multa per la minaccia semplice era di 51 euro, mentre il giudice di merito aveva inflitto una sanzione di 300 euro, basandosi su una legge successiva del 2013. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio, riducendo la multa a 51 euro, confermando la responsabilità penale e condannando l'imputata a pagare le spese legali della parte civile.
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Reformatio in peius: stop agli errori sulla pena
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza d'appello per violazione del divieto di reformatio in peius. La ricorrente, condannata in primo grado, aveva ottenuto in appello il riconoscimento della prevalenza delle attenuanti, ma il giudice aveva omesso di applicare materialmente la riduzione per le attenuanti generiche già concesse. Tale omissione ha determinato una pena finale superiore a quella legalmente spettante. La Suprema Corte, rilevata l'erronea determinazione del trattamento sanzionatorio, ha rideterminato direttamente la pena in diciassette giorni di reclusione ed euro 50 di multa, eliminando l'errore di calcolo senza necessità di un nuovo giudizio di merito.
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