La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di confisca allargata. Un soggetto, i cui beni erano stati sequestrati per un valore sproporzionato rispetto al reddito, non può giustificarne la provenienza sostenendo di averli acquistati con i proventi di un'evasione fiscale (canoni di locazione non dichiarati). La Corte ha chiarito che la norma che vieta questa giustificazione (L. 161/2017) è retroattiva. Essendo la confisca allargata una misura di sicurezza e non una pena, si applica la legge in vigore al momento della sua adozione, non quella del momento in cui i beni sono stati acquistati. Di conseguenza, l'evasione fiscale non può mai 'ripulire' un patrimonio di origine ingiustificata. Il ricorso è stato respinto e il sequestro confermato.
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