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Art. 2352 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2352 Codice Civile

Versamento in conto futuro aumento di capitale: niente rimborso
Un usufruttuario di quote societarie esegue un cospicuo versamento in conto futuro aumento di capitale a favore di una società, con il patto di restituzione qualora l'operazione non sia deliberata entro dieci anni. Dopo la morte dell'usufruttuario, l'assemblea approva l'aumento di capitale prima della scadenza decennale, imputando a capitale la riserva accantonata. Gli eredi dell'usufruttuario chiedono la restituzione del denaro, lamentando l'esclusione dalla sottoscrizione del nuovo capitale sociale. La Corte di Cassazione respinge la richiesta degli eredi. I giudici chiariscono che il versamento ha realizzato la sua causa perché l'aumento è avvenuto entro i termini. Il diritto di opzione compete al nudo proprietario e non all'usufruttuario o ai suoi eredi.
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Versamento in conto futuro aumento di capitale: no al rimborso
Gli eredi di un usufruttuario di quote societarie hanno chiesto la restituzione di somme versate dal loro parente defunto come versamento in conto futuro aumento di capitale. La società si è opposta, sostenendo che tali somme costituivano ormai una riserva di capitale non esigibile e che l'aumento era stato regolarmente deliberato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato l'esistenza di un precedente giudicato (una sentenza definitiva sullo stesso tema tra le stesse parti) che aveva già escluso il diritto al rimborso. L'usufruttuario, non essendo socio, non aveva un diritto di opzione personale sulle nuove quote, e il versamento era confluito definitivamente nel patrimonio sociale. Di conseguenza, gli eredi perdono la causa e sono condannati a pagare le spese di giudizio.
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Credito prededucibile: escluso per quote non versate
Una società consortile chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di una sua consorziata per un credito relativo a quote di capitale non versate, richiedendone la natura di credito prededucibile. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che l'obbligo di versare il capitale deriva dal contratto di società, che non rientra tra i contratti pendenti o ad esecuzione continuata disciplinati dalla legge fallimentare. Di conseguenza, il credito non gode di alcuna priorità e va trattato come chirografario.
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Impugnazione delibera assembleare: diritti del socio
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una S.r.l., confermando l'annullamento di una delibera di approvazione del bilancio. L'impugnazione delibera assembleare è legittima per i soci, anche in caso di quote in pegno o di contestata qualifica di socio. La Corte ribadisce come fondamentale il diritto all'informazione tramite il preventivo deposito del progetto di bilancio presso la sede sociale.
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