L'Agenzia delle Entrate contestava l'adesione al regime della liquidazione dell'IVA di gruppo di una società controllata. La società controllante aveva dato in pegno a un istituto di credito l'intero pacchetto azionario. Il Fisco riteneva venuto meno il requisito del controllo societario a causa dello spossessamento dei titoli. La società contribuente dimostrava invece l'esistenza di un patto con la banca che le riservava il concreto esercizio del diritto di voto assembleare per oltre undici anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che il pegno azionario non esclude la liquidazione unitaria se la capogruppo mantiene ed esercita effettivamente il voto.
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