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Art. 2352 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2352 Codice Civile

Versamento in conto futuro aumento di capitale: no al rimborso
Gli eredi di un usufruttuario di quote societarie hanno chiesto la restituzione di somme versate dal loro parente defunto come versamento in conto futuro aumento di capitale. La società si è opposta, sostenendo che tali somme costituivano ormai una riserva di capitale non esigibile e che l'aumento era stato regolarmente deliberato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato l'esistenza di un precedente giudicato (una sentenza definitiva sullo stesso tema tra le stesse parti) che aveva già escluso il diritto al rimborso. L'usufruttuario, non essendo socio, non aveva un diritto di opzione personale sulle nuove quote, e il versamento era confluito definitivamente nel patrimonio sociale. Di conseguenza, gli eredi perdono la causa e sono condannati a pagare le spese di giudizio.
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Utili da liquidazione: al socio o all’usufruttuario? Cassazione sospende
Un contribuente, nudo proprietario di quote societarie, chiede un rimborso fiscale derivante dalla liquidazione della società. L'Amministrazione Finanziaria nega il rimborso, sostenendo che il diritto spetti all'usufruttuario delle quote, non al nudo proprietario. La controversia si concentra sulla corretta attribuzione e sulla spettanza utili da liquidazione. La Corte di Cassazione, rilevando la presenza di altri ricorsi sulla medesima questione, non ha deciso il caso nel merito. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa, valutando l'opportunità di una trattazione congiunta con i casi pendenti. La questione su chi abbia diritto al rimborso resta, per ora, irrisolta.
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Credito d’imposta e usufrutto quote societarie
La controversia nasce dal diniego di rimborso di un Credito d'imposta richiesto da alcuni nudi proprietari di quote societarie a seguito della liquidazione di una società. Mentre i contribuenti rivendicano la titolarità del credito derivante dagli utili distribuiti, l'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito hanno inizialmente attribuito tale diritto agli usufruttuari. La Corte di Cassazione, ravvisando una questione di particolare complessità che coinvolge il diritto societario, contabile e civile, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro in assenza di precedenti specifici.
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Nuda proprietà e crediti d’imposta in liquidazione
Un contribuente, titolare della nuda proprietà di quote societarie, ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEF derivante dalla liquidazione di una società di capitali. La controversia verte sulla spettanza del residuo attivo, costituito da utili non distribuiti, tra il nudo proprietario e l'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia che intreccia profili civilistici, societari e fiscali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Usufrutto quote societarie: chi ottiene il rimborso?
Una contribuente, in qualità di nuda proprietaria di quote di una società a responsabilità limitata, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso IRPEF. Il credito derivava dal trattamento fiscale del residuo attivo di liquidazione della società. La questione centrale riguarda la titolarità del credito d'imposta in presenza di usufrutto quote societarie: se esso spetti al nudo proprietario o all'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità dei profili civilistici, contabili e fiscali coinvolti, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Imposta di registro: calcolo su pegno quote S.r.l.
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di determinazione della base imponibile per l'imposta di registro in caso di pegno su quote di S.r.l. Una società cooperativa aveva contestato il calcolo dell'imposta effettuato sulla somma garantita (20 milioni di euro), ritenendo che dovesse applicarsi il valore nominale delle quote, sensibilmente inferiore. I giudici di legittimità hanno stabilito che le quote di S.r.l. non rientrano nella nozione di 'titoli' prevista dalla deroga dell'art. 43 del D.P.R. 131/1986. Pertanto, la tassazione deve basarsi sulla regola generale della somma garantita, rigettando la richiesta di rimborso della contribuente.
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