Una persona, condannata per aver ottenuto il reddito di cittadinanza omettendo informazioni sui redditi del coniuge, ha presentato ricorso in Cassazione. Il motivo principale era un errore sulla sede del processo. La difesa sosteneva che il tribunale competente fosse quello della città dove era stata presentata la domanda (Crotone) e non quello della residenza dove l'INPS erogava il sussidio (Lecco). La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla competenza territoriale reddito di cittadinanza: il reato si consuma nel luogo in cui si presenta la dichiarazione falsa. Di conseguenza, la condanna è stata annullata e il processo dovrà ricominciare da capo presso il tribunale corretto.
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