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Art. 235 Codice Penale

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Sfruttamento del lavoro: condanna per associazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due donne accusate di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento del lavoro. La sentenza chiarisce che il reclutamento di cittadini stranieri, con la promessa di un lavoro, per poi destinarli a condizioni lavorative degradanti, integra pienamente i reati contestati. Viene sottolineata l'esistenza di un'organizzazione stabile e la piena consapevolezza delle imputate, che agivano come organizzatrici nel sistema di sfruttamento del lavoro.
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Espulsione straniero: quando è legittima? La Cassazione
Un cittadino straniero, condannato per spaccio e porto d'armi, ricorre contro l'ordine di espulsione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che l'espulsione dello straniero è legittima se il giudice motiva adeguatamente sulla concreta pericolosità sociale, anche in caso di patteggiamento. L'integrazione sociale e l'incensuratezza non sono sufficienti a escluderla di fronte a reati gravi.
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Espulsione dello straniero: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, anche a fronte di una condanna significativa, non costituisce un errore se il giudice di merito ha implicitamente valutato l'assenza di una specifica pericolosità sociale. Il ricorso del Procuratore Generale, che lamentava l'omessa applicazione della misura nonostante la gravità dei fatti, è stato rigettato, confermando la natura facoltativa e discrezionale della decisione del giudice.
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Pericolosità sociale: espulsione dello straniero
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura di sicurezza di espulsione per uno straniero, chiarendo i criteri di valutazione della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi su un'analisi complessiva della personalità del soggetto, includendo precedenti penali, irregolarità sul territorio, uso di alias e condotta generale, anche se attualmente detenuto. L'irregolarità, di per sé, non basta, ma diventa rilevante se impedisce al soggetto di procurarsi mezzi leciti di sussistenza, aumentando il rischio di recidiva.
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Confisca allargata: quando è legittima dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza che, oltre alla pena patteggiata, disponeva la confisca allargata di una somma di denaro e misure di sicurezza personali. La Corte ha ritenuto legittima la confisca per la sproporzione tra il denaro e i redditi dichiarati, e ha confermato la corretta valutazione della pericolosità sociale basata sulla gravità dei reati e l'inserimento degli imputati in contesti criminali.
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Espulsione patteggiamento: la decisione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di espulsione dopo patteggiamento. Anche se non inclusa nell'accordo, il giudice può disporre l'espulsione se motiva la pericolosità sociale del soggetto, basandosi su precedenti e recidiva. La situazione familiare deve essere eccepita in primo grado.
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Espulsione straniero: quando è misura facoltativa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La Corte ha ribadito che tale misura è facoltativa e la sua non applicazione da parte del giudice di merito implica una valutazione negativa sulla pericolosità sociale del condannato, non richiedendo una motivazione esplicita.
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Droga parlata: condanna legittima anche senza sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di cocaina. La sentenza stabilisce che una condanna per 'droga parlata', ovvero basata esclusivamente su prove da intercettazioni, è legittima anche in assenza di sequestri di stupefacenti, a condizione che le conversazioni siano inequivocabili e il giudice fornisca una motivazione rigorosa.
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